Trent’anni per la Trattoria La Gatta, uno dei ristoranti del cuore per molti bolognesi

Trent'anni per la Trattoria La Gatta, uno dei ristoranti del cuore per molti bolognesi

30anni nel segno della semplicità, dell'accoglienza e dei grandi vini

Con l’umanità. Qualcosa, come un sesto senso, che sentono certi ristoratori e che, se lo vuoi — devi nutrire però passione per la materia — puoi sentirlo anche tu, da cliente.Cos’è? È una vibrazione silenziosa e sospesa a mezz’aria: se ci si incontra lassù , scatta la magia, la gioia è reciproca.
Questa felicità l’ho provata — era la metà di dicembre del 2008 — pochi minuti dopo aver abbassato la maniglia della grande porta d’ingresso color rosso granata scuro della Trattoria La Gatta di via Bellaria 18/e. Andai con la mia amica Luciana a — come si suol dire in gergo — provare in incognito la Trattoria La Gatta e poi scriverne sul Delikatessen , rubrica che ebbi per anni sul Corriere di Bologna.

Helmut Failoni, firma del Corriere della Sera per anni ha scritto, raccontando le sue emozioni trascorse tra i tavoli della Trattoria La Gatta. Siamo in via Bellaria, in un locale che trasmette l’originalità, il senso d’accoglienza, le passioni e la sincerità dei due titolari : Gerardo Cairone e Gerardina Merola, marito e moglie. Una coppia da film, proprio come quelli che arredano la sala attraverso poster e insegne da collezione. Accoglienza e umanità mediterranee, prodotti gourmet, cantina di gran gusto e divertentissima.

E’ un ristorante che esiste da trent’anni e resiste, a conduzione familiare. Sul piatto la semplicità trapassata da una matrice domestica e su questo vince e conquista sia la clientela di passaggio che ha davvero rapito cuore e palato, dei tanti addetti ai lavori e gourmand.

Sono entrato per la prima volta alla Gatta parecchi anni fa, non ricordo nemmeno quanti. Anche le aragoste non sanno quando entrano nella “nassa” ma ci restano e non riescono né vogliono più uscire. Questo è capitato a me ed ancora oggi, quando verso le 13 guido l’auto verso via Bellaria, un grande senso di soddisfazione mi aleggia intorno! Da Gerardo e Gerardina e dagli amici abituali trascorro ore di semplicità, imparo sempre qualcosa di importante sul mondo affascinante del vino e probabilmente è uno dei due, tre locali in cui hai una scelta incredibile. Uno deve andarci e vivere un’esperienza umana un po’ retrò, un po’ onirica, esaltante e terapeutica. Andateci e sentitevi soddisfatti ed in pace con voi stessi, non è poco vi posso assicurare”  Confida Guido Paulato. 

Il filo conduttore sociale, tra il cosmo enogastronomico della Trattoria La Gatta e tutta la comitiva a tavola, è Marco Macchiavelli. Caro amico, cliente d’eccezione e gourmet. Convoca e organizza gli amati pranzi mettendo assieme diverse personalità appassionate della buona cucina. Le ore trascorrono inesorabili e si sta a tavola molto a lungo. Così ha fatto, anche per questo articolo, in cui mi ha aiutato a raccogliere i sentimenti e le dichiarazioni dei clienti/amici speciali, per un’occasione così importante.

La Gatta : un senso di ospitalità unico

“Pensare alla Gatta come un ristorante è riduttivo e fuorviante. E’ un rifugio dell’anima dove trovare verità, etica e amore. Varcandone la soglia, abbracci amici, vivi condivisione, assapori il gusto genuino della famiglia” sottolinea Marco Brischetta, uno degli esponenti del vino più autorevoli in città.

A proposito di vino, un altro tandem che il vino lo vive e lo racconta come Agnese Da Prato e Ioannis Argiris :“La cucina bella, fresca, buona, allegra, accogliente come Gerardina. I vini pungenti, aspri, morbidi, incredibili come le mille sfaccettature di Gerardo e poi i commensali che alla fine sembra di conoscerli tutti e Marco con le sue lunghe tavolate enoiche. La Gatta sembra un luogo i fantasia, invece è vero e noi vi ringraziamo per averci accolti nel modo che solo voi sapete fare”

Poi c’è chi adora, con una passione sfrenata, spendere e vivere i ristoranti. Le osterie slowfood, le cucine stellate, le tavole storiche. Parliamo di Patrizio Beruschi che nonostante le innumerevoli esperienze da gourmand, qui è spesso onnipresente :”  Ho cominciato a frequentare regolarmente La Gatta sette anni fa con il rientro definitivo a Bologna. Sarà per il gruppo di amici che ho trovato lì, sarà per il senso d’accoglienza sui generis ma unico di Gerardo, sarà per la cucina schietta e autenticamente vera di Gerardina ma la Gatta oramai è casa, che penso sia il complimento più grande che si possa fare ad un ristorante”.

Alla Gatta ci si sente come a casa

Il sentore di casa è una componente comune. La esterna anche un altro grande appassionato come Alberto Venturi che evidenzia la Gatta come “il locale che avresti sempre voluto – La Gatta più del ristorante è partecipazione

“Capitano a volte incontri con persone a noi assolutamente estreanee per le quali proviamo interesse fin dal primo sguardo, in maniera inaspettata. Lo scrive Dostoevskji, uno degli autori più amati da Gerardo. Ho trovato questa frase e mi è sembrata un colpo di fulmine. Il mio incontro con i “Gerardi” ha seguito proprio questo copione, ci siamo scelti, senza scegliere. Scomodo Amado ed il suo “Come l’acqua per il cioccolato”, perchè se amore è sbloccato, cioé fondandolo su una piena ammirazione, questo è successo passando da quello che “I Gerardi” ed il folto gruppo di collaboratori che si sono succeduti, hanno fatto per me. Una sedizione vera e propria, di indubbio gusto. Non li chiamo ristoratori, li considero ricercatori. La Gatta ha studiato ma affinando anche la loro intelligenza nei fornelli e nell’ospitalità. Quando la mia famiglia varca la soglia di via Bellaria, ci si sente pienamente a casa. Narra il giornalista Diego Costa.