Bao Bros : un viaggio di delicatezza e originalità nel cuore della città
La nuova apertura che alza la qualità delle raviolerie cinesi
Il trend del momento riporta a ripristinare la conoscenza della cultura gastronomica cinese nelle menti degli europei. Da almeno quarant’anni, quest’ultimi, indottrinati da menù europeizzati, ora con il vero e proprio “boom” dettato dall’accessibilità dei voli e dei viaggi, le nuove proposte avanzano ciò che il cinese mangia a casa sua, importando ricette meno pop e regionali, nei nostri Paesi. Non sempre però ciò viene eseguito in maniera autentica, a fronte di un aumento spropositato e veloce dell’offerta, gli escamotages in termini di qualità effettiva delle materie prime ed originalità degli ambienti, sono frequenti.
Non è quest’ultimo il caso di Bao Bros in via Nazario Sauro, apripista della zona della movida che anima all’esterno il mercato delle erbe. Qui Lussa e Luxi Zhu hanno aperto un ravioleria di quartiere che trasporta completamente al di fuori dal contesto urbano locale, garantendo un’esperienza metropolitana autentica ed accurata. Gli ambienti lindi e puliti, la cucina interamente a vista, l’italiano fluente dello staff interamente cinese che genera e replica sorrisi ed accoglienza da cui molti nostri ristoratori, diciamolo, dovrebbero apprendere.
Alle spalle c’è l’esperienza di famiglia pluriennale nella ristorazione : per mangiare proposte più classiche ma ben eseguite, fate un salto al Singapore in via Lombardia e non ve ne pentierete.
Tornando da Bao Bross, la proposta invece riesce a differenziarsi dalla mole di aperture nei paraggi. Ottiene una propria identità sia per l’atmosfera che si respira e sia per la qualità e la personalità di ciò che si può scegliere dal menù. La formula è quella del walk-in, senza prenotazioni (se non per l’asporto) che funziona ed alimenta un approccio perfettamente idoneo a come è stato concepito. Prevalgono l’armonia e la delicatezza, in ciò che si osserva, dai gesti che a pochi metri a vista dal commensale, impegnano lo staff interamente al femminile sigillare i ravioli, elasticizzare gli impasti, controllare le temperature e donare giusto tempo alle cotture.
E’ tutto espresso e non meravigliatevi se l’attesa – senza eccessi – non avrà i tempi “sospetti” sperimentati in altre tavole asiatiche.
Le proposte riprendono le usanze e le atmosfere domestiche originarie : i chashao bao non adottano geometrie perfette su misura, né consistenze omologate. E’ come una pasta al mattarello appena tirata, infarinata e messa a bollire in pentola. Si percepisce il sapore candido ed avvolgente dell’impasto “fraîchement préparé”, della qualità dei ripieni – in primis della carne suina, davvero memorabile – del rilascio del brodo prima di immergersi in un unico boccone succoso. Nei bao al vapore add esempio vi è il ripieno con la coppia di maiale marinata 30 ore in salsa charsiu e con pak choi, piuttosto che la proposta veggie con tofu, carote e funghi shitake. Nuvole soffici ed elastiche capaci di ribaltare il preconcetto della texture “gommosa”. Nei bao alla griglia, dall’adorabile base raggrinzita e succulenta, il ripieno con carne i suino e cipollotto o suino e gamberi per un mix funzionale. Poi, il lavoro sinergicamente fine e giostrato dalla cucina, riproduce saucy wontons conditi con salsa di arachidi, olio di sesamo, cippollotto e salsa agropiccante, i ravioli di cristallo ripieni di gambero e quelli di carne di suino ed il suo brodo, esperienziali, da provare.
Con una buona selezione di birre artigianali ed una grappa versata tra gli splendidi servizi, il conto supera difficilmente i 20euro. Nonostante i quindici giorni d’apertura, l’esperienza è già tra le più autentiche nel centro storico.
Ph Credits : Giulia Nutricati