Dove mangiare in Regione – I nostri consigli in ogni provincia (PART II)
Rimini, dalla magica Santarcangelo all'exploit Da Lucio, attraversando le colline "Bucoliche"
RIMINI
Da Lucio – Rimini
Jacopo Ticchi ha fatto della frollatura del pesce un linguaggio personale: l’Adriatico viene trattato come una materia viva, tra maturazioni, fuoco, fermentazioni e utilizzo integrale del prodotto. Oggi il ristorante guarda letteralmente il mare, con forno a legna e brace al centro di una cucina radicale ma profondamente romagnola. Gli ambienti e gli spazi della sala, sono da sogno. Nella seconda metà dell’estate, per mantenere coerenza e serietà nell’approccio etico intrapreso, il pesce si ferma quasi interamente ascoltando il fermo pesca, per lasciare spazio al dry aged delle carni.
Viale Ortigara 80, 47921 Rimini (RN).
Osteria da Oreste – Santarcangelo
Dopo Cracco, Baronetto, Candiano e Ciccio Sultano, Giorgio Rattini è tornato a casa per rileggere la Romagna con misura: pochi ingredienti, stagionalità, piccoli produttori e una precisa cultura del non-spreco. Un’osteria contemporanea che non rinnega cappelletti e memoria, ma li porta nel presente senza nostalgia, tra approcci gustativi curiosi e mai noiosi e una cantina rivolta con gusto ai vini artigianali.
Via Pio Massani 14, 47822 Santarcangelo di Romagna (RN).
Bucolica Wine Garden
Tra vigne, ulivi e animali allevati allo stato brado, è il ristorante agricolo estivo di Tenuta Saiano, la proprietà di Manlio Maggioli: qui il paesaggio entra direttamente nel piatto. Una cucina rurale contemporanea, costruita sulle produzioni della tenuta e sulle stagioni, da vivere all’aperto con il vino nato pochi metri più in là. I menù, strutturati con un gusto di classe e con competenza, raccolgono la condivisione ed incontrano tecniche francesi contemporanee applicate estrosamente alle materie prime locali. Lavoro sempre più intraprendente in cantina.
Via Casone 35, 47825 Montebello di Poggio Torriana (RN).
Casa Matta – Santarcangelo
Al piano nobile della Sangiovesa c’è la sua anima più libera: un bistrot dove si può entrare per un calice e finire a cena, seguendo una cucina senza formule rigide. Molto arriva dalla vicina Tenuta Saiano e il menu cambia con ciò che offre la terra: piatti concreti, vino, stili e approcci francesi e quella convivialità che a Santarcangelo è quasi una disciplina.
Piazza Beato Simone Balacchi 13, 47822 Santarcangelo di Romagna (RN).
Casa Gasperoni – Poggio a Torriana
Sul cucuzzolo di Montebello, con la Valmarecchia distesa sotto gli occhi fino all’Adriatico, Giuseppe Gasperoni cucina dentro quella che è davvero la casa della sua famiglia. Radici romagnole, sostenibilità e una sensibilità contemporanea si incontrano in piatti che sembrano appartenere naturalmente al paesaggio circostante.
Via Castello di Montebello 6, 47825 Poggio Torriana (RN).
La Sangiovesa – Santarcangelo
Dentro Palazzo Nadiani, Manlio Maggioli e Tonino Guerra hanno costruito molto più di un’osteria: un piccolo manifesto della cultura romagnola. La cucina resta fedele a ricette, stagioni e gesti di casa, alimentata anche dai prodotti di Tenuta Saiano: materia prima, sfoglia, memoria e una straordinaria scenografia popolare.
Piazza Beato Simone Balacchi 14, 47822 Santarcangelo di Romagna (RN).
Fuba Ristorante – Rimini
Dove il mare incontra i boschi” è la sintesi perfetta di una cucina che usa la Romagna come punto di partenza, non come recinto. Muggine, alghe e conchigliacei convivono con faraona, piccione, formaggio di fossa e vegetali: memoria locale e contaminazioni contemporanee trovano un equilibrio decisamente personale e ambizioso.
Via Gabriello Chiabrera 23, 47924 Rimini (RN).
Abocar Due Cucine – Rimini
“Avvicinare”: è da questo verbo che Mariano Guardianelli e Camilla Corbelli hanno costruito l’identità di Abocar, facendo incontrare Argentina e Romagna senza ricorrere alla facile cucina fusion. La mano dello chef è elegante e cosmopolita, capace di attraversare pesce, vegetali (in progressione), fuoco e suggestioni sudamericane mantenendo una cifra nitida e personale. La proprietà ha aperto anche una bakery con sfogliati e lievitati proposti all’interno di un locale affascinante e contemporaneo.
Via Carlo Farini 13, 47921 Rimini (RN).
Castello di Albereto – Montescudo
Un ristorante immerso nell’entroterra riminese, dentro un borgo fortificato che da solo vale parte dell’esperienza. La tavola parla soprattutto il linguaggio della Romagna di terra, tra pasta fresca, carni e sapori dell’Appennino, con una cornice che restituisce al pasto il piacere della destinazione.
Via Castello di Albereto 14, 47854 Montescudo-Monte Colombo (RN).
Racine – Rimini
Un piccolo indirizzo serale che mette il bere al centro, con un approccio contemporaneo e una dimensione volutamente raccolta. Cocktail, bottiglie ricercate e atmosfera fanno di Racine più un salotto liquido che un bar tradizionale, nel cuore della Rimini storica.
Via Santa Chiara 12, 47921 Rimini (RN).
nòn – Rimini
Tre amici e un’idea volutamente irriverente di tapas bar: nel Borgo San Giuliano piccoli piatti e cocktail viaggiano senza passaporto tra tecniche internazionali, spezie e accostamenti fuori dagli schemi. Una cucina da condivisione che usa la contaminazione con intelligenza, accompagnata da una ricerca altrettanto vivace nel bicchiere.
Viale Tiberio 83, 47921 Rimini (RN).
Necessaire Bistrot – Rimini
Bistrot, cocktail bar e tapas bar convivono in un locale che ha contribuito ad allargare gli orizzonti gastronomici della Rimini serale; proprio qui, dal 2018, Jacopo Ticchi iniziò i suoi studi sulla frollatura del pesce prima di dare vita a Da Lucio. Piatti da condividere e miscelazione costruiscono una formula urbana, informale e gastronomicamente curiosa.
Via XX Settembre 1870, 118, 47923 Rimini (RN).
Il Circolino – Rimini
Nel giardino dello storico Circolo Tennis, a un passo dal mare di Marina Centro, l’Adriatico viene raccontato con piglio contemporaneo dal patron Riccardo Santolini: pescato, verdure di stagione e qualche incursione internazionale, senza perdere il filo della Romagna, sempre coerente. A completare l’identità, vini artigianali con attenzione a biologici e naturali, cocktail ben eseguiti e un’atmosfera capace di accompagnare il pranzo fino alla sera tra dj set e calore riminese.
Lungomare Claudio Tintori 9, 47921 Rimini (RN)
Guido – Miramare di Rimini
Il mare non è panorama ma materia gastronomica nella cucina di Gianpaolo Raschi, erede di una storia familiare nata sulla spiaggia e cresciuta fino all’alta ristorazione. L’Adriatico viene raccontato con tecnica e sensibilità, alternando memoria della Riviera e tradizioni, pescato e interpretazioni personali in una delle tavole simbolo del litorale riminese.
Lungomare Guido Spadazzi 12, 47924 Miramare di Rimini (RN).
La Cerqua – Montefiore Conca
Bisogna salire sulle colline di Montefiore per trovare questa casa rurale circondata dal verde, dove l’agriturismo torna al suo significato più autentico. Cucina romagnola, prodotti agricoli e ritmi di campagna costruiscono un’esperienza essenziale, lontana dalle mode e profondamente legata alla Valconca.
Via Monte 1293, 47834 Montefiore Conca (RN).
Spaccio San Patrignano – Coriano
Dentro un’antica stazione di posta settecentesca, SP.accio è insieme ristorante, pizzeria e vetrina gastronomica della Comunità di San Patrignano. La pizza è il fulcro, ma attorno ci sono salumi, formaggi, vini, birre e prodotti nati nei laboratori della Comunità: qui filiera e formazione assumono un significato anche umano e sociale. Da provare anche il fine dining Vite, nel terreno adiacente, con cucina a vista e materie prime vive raccontate con eleganza.
Via San Patrignano 66, 47853 Coriano (RN).
Da Gino Il Matto – Rimini
Un indirizzo appartato e volutamente fuori dagli schemi, dove il pesce detta tempi e contenuti di una cucina più istintiva che formale. Il carattere del locale sta proprio nella sua personalità: atmosfera singolare e vintage, pescato e convivialità per una tavola che conserva qualcosa della Rimini più autentica e imprevedibile, tra cui gli ammirevoli sardoncini in fila sulla griglia.
Via Tomasetta 1, 47923 Rimini (RN).
Ristorante Paradise – Portoverde di Misano Adriatico
A pochi passi dalla spiaggia di Portoverde, Fabio Ridolfi lavora sulla cucina marinara sottraendola agli automatismi della Riviera: tradizione del pesce, rigore e accostamenti più personali convivono ed ogni anno migliorano, compiacendo per pulizia, sensibilità nei condimenti e distinguibile varietà di scelta del menù che lascia positivamente spiazzato il commensale.
Via dei Gigli 11, 47843 Portoverde di Misano Adriatico (RN).
Ristorante Il Piastrino – Pennabilli
Nel verde di Parco Begni, Riccardo Agostini ha trovato nell’Appennino non un limite geografico ma una formidabile dispensa: orto, erbe spontanee, funghi, carni e pesci d’acqua dolce diventano materia di una cucina tecnicamente profonda, eppure mai cerebrale. Dopo la lunga esperienza al fianco di Gianfranco Vissani, Agostini ha costruito insieme a Claudia un linguaggio ormai maturo, dove il paesaggio del Montefeltro entra nel piatto senza bisogno di essere didascalico.
Via Parco Begni, 47864 Pennabilli (RN)
Bel Fico Osteria – Pennabilli
Nel cuore del borgo, un’osteria che parla il dialetto gastronomico dell’Alta Valmarecchia senza trasformarlo in cartolina: tartufi, porcini e prugnoli, piadina e cascioni seguono stagioni e disponibilità di un territorio generoso quanto appartato. Bel Fico conserva così il carattere rassicurante della cucina di paese, con una bella attenzione al vino e una terrazza sulla piazza che, nella bella stagione, diventa naturale prolungamento della sala.
Piazza Vittorio Emanuele II 22, 47864 Pennabilli (RN)
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Parma, i tortelli "mondiali" dei Due Platani, il vino di Tabarro, la salumoterapia di Ivan.
PARMA
Trattoria Ai Due Platani — Coloreto
Una trattoria che dimostra quanto la cucina parmigiana possa essere contemporanea senza perdere un grammo della propria identità: pasta tirata a mano con i tortelli alle erbette qui davvero emblema mondiale, vengono cotti espressi e mostrati al commensale poco prima del servizio. Torta fritta con salumi artigianali prelibati, carni nobili ma anche della selva e della corte cotte e preparate magistralmente, l’iconico gelato alla crema al carrello ed altri assi nella manica a cura dello chef Gianpietro Stancari decorano un pranzo che merita tutta la pazienza e l’ampio anticipo che occorre nella preparazione. Nel 2026 l’oste e patron Giancarlo Tavani, ha aperto anche la bottega di pasta fresca.
Strada Budellungo 104/A, 43123 Coloreto (PR).
Fieno — Parma
Un vecchio fienile agricolo diventato “trattoria creativa”, dove Parma è una radice da cui partire piuttosto che un repertorio da ripetere: verdure, fermentazioni, spezie e tecniche contemporanee alleggeriscono e scompongono il rassicurante vocabolario emiliano. Menu e carta dei vini cambiano spesso, seguendo una filosofia dinamica, piccoli produttori e una particolare attenzione alle bottiglie nate da agricoltura rispettosa.
Strada Vallazza 36, 43126 Parma (PR).
Ristorante Inkiostro – Parma — Parma
Con Salvatore Morello ai fornelli e Francesca Poli padrona di casa, Inkiostro guarda Parma da una prospettiva internazionale: tecnica rigorosa, suggestioni raccolte nelle grandi cucine europee e materie prime del territorio convivono in piatti eleganti e decisamente personali. Una cucina d’autore che preferisce il dialogo fra mondi gastronomici alla semplice rilettura della tradizione.
Via San Leonardo 124, 43122 Parma (PR).
Brisla Trattoria — Parma
Elia Otgianu e una giovane brigata recuperano fuoco, vapore, tempo e gesti delle vecchie cucine domestiche per costruire una parmigianità contemporanea, schietta e sorprendentemente leggera. I tortelli restano tortelli, ma intorno compaiono rane, gamberi di fiume, brace e prodotti scelti con cura: memoria gastronomica senza effetto cartolina.
Strada Luigi Carlo Farini 41/A, 43121 Parma (PR).
Hostaria Da Ivan con locanda — Fontanelle di Roccabianca
Nella Bassa di Guareschi, Ivan Albertelli e Barbara custodiscono una delle espressioni più golose dell’ospitalità parmense: culatello, spalla cruda, mariola, anolini, trippa, tortelli e zabaione raccontano un territorio che qui non ha bisogno di essere reinventato. La celebre “salumoterapia” dice molto dello spirito della casa: grandi stagionature, vino e convivialità, con l’oste ancora saldamente al centro della scena.
Via Villa 24, Fontanelle, 43010 Roccabianca (PR).
Locanda Mariella Ristorante — Fragno di Calestano
Nata negli anni Sessanta dalla famiglia Gennari, è una di quelle locande in cui cucina e biografia coincidono: Mariella Gennari custodisce un luogo diventato quasi mitologico per appassionati di tavola, vino e tartufo nero di Fragno. La tradizione parmense convive oggi con una mano decisamente più contemporanea, ma resta intatto lo spirito della vecchia osteria di montagna: pochi tavoli, accoglienza e una cantina capace da sola di giustificare il viaggio.
Località Fragnolo 29, 43030 Calestano (PR).
Enoteca Tabarro — Parma
Il regno di Diego Sorba, oste nel senso più colto e contemporaneo del termine: Tabarro è prima di tutto vino, scelto con curiosità e profondità, senza rincorrere etichette rassicuranti o mode passeggere. Salumi, formaggi e piccoli piatti fanno da contrappunto alla bottiglia, in un luogo dove produttori, appassionati e vignaioli finiscono spesso per condividere lo stesso tavolo e la stessa conversazione.
Strada Luigi Carlo Farini 5/B, 43121 Parma (PR).
La Longarola agriturismo — Lesignano de’ Bagni
Qui “filiera” non è una parola da menu: suino nero di Parma, bovini e pecora cornigliese vengono allevati in azienda, mentre orto, conserve, pasta, pane e salumi completano un racconto agricolo autentico. La cucina segue il calendario della campagna e lavora con cotture misurate e pochi artifici, lasciando che siano allevamento, stagioni e Appennino a dettare il piatto.
Via Bassetta 13, 43037 Lesignano de’ Bagni (PR).
Soj — Parma
Appena diciotto coperti e nessuna vera barriera fra cucina e sala: Eugenio Restivo e Federico Capocasa cucinano, servono e raccontano personalmente piatti costruiti sulla stagione e su fornitori con cui il rapporto viene prima della materia. Una piccola casa gastronomica contemporanea dove il percorso può nascere al momento, componendo assaggi e porzioni con una libertà quasi sartoriale.
Borgo del Parmigianino 26, 43121 Parma (PR).
Antica Trattoria Carra — Vianino
La cucina di Serena Sterbizzi usa la tradizione come vocabolario e non come gabbia: agnellone e pecora cornigliese, paste ripiene, castagne e vegetali raccontano la montagna con una precisione sorprendentemente moderna; in sala Simone Carra completa il viaggio con una cantina particolarmente sensibile ai vini naturali.
Via IX Luglio 13, 43040 Vianino di Varano de’ Melegari (PR).
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PIacenza, qui c'è la corte dei Pavesi, l'arte sartoriale di Isa Mazzocchi, la campagna "Del Poggio"
PIACENZA
La Palta — Borgonovo Val Tidone
Nella campagna di Bilegno, Isa Mazzocchi ha fatto della cucina piacentina una materia contemporanea senza reciderne le radici: pasta fresca magistrale ed indimenticabile, prodotti della valle e memoria familiare vengono affinati da tecnica, misura e sensibilità. Accanto a lei la sorella Monica in sala e una famiglia che rende l’alta ristorazione sorprendentemente domestica, nel senso più bello del termine.
Località Bilegno 67, 29011 Borgonovo Val Tidone (PC).
Belrespiro — Sarturano di Agazzano
Una casa di campagna che è davvero casa: Fabio Delledonne e Chiara Beretta vivono sopra il ristorante e accolgono sotto, fra pietra, verde e un dehors che invita a dimenticare l’orologio. In cucina comandano fuoco, brace e forno a legna, strumenti quasi ancestrali con cui Delledonne lascia parlare ingredienti e stagioni attraverso piatti istintivi ma tutt’altro che improvvisati.
Via Centrale 18, 29010 Sarturano di Agazzano (PC).
Ostreria Fratelli Pavesi — Gariga di Podenzano
Tre fratelli, Giacomo, Camillo e Giuseppe Pavesi, e una corte novecentesca trasformata in avamposto della nuova ospitalità piacentina. La cucina guarda alla campagna senza retorica: piccoli produttori fenomenali, salumi da capogiro, paste e materie prime locali diventano un racconto contemporaneo, mentre una cantina curiosa e profonda completa uno dei progetti più identitari della provincia.
Località Gariga 8, 29027 Podenzano (PC).
Caffè Grande — Rivergaro
Dal 1875 la famiglia Bertuzzi presidia la piazza di Rivergaro, ma qui la longevità non è diventata immobilismo: oggi la cucina intreccia ricette piacentine e sensibilità più attuali, mantenendo il gusto come bussola. Betty Bertuzzi porta avanti una storia familiare capace di guardare oltre il Trebbia senza dimenticare da dove viene.
Piazza Paolo 8, 29029 Rivergaro (PC).
Alla Mano — Castell’Arquato
Cucina, bottega e laboratorio tutto al femminile nel cuore di Castell’Arquato: qui la pasta fresca non è esercizio nostalgico, ma il gesto quotidiano da cui riparte il racconto dell’Emilia. Anolini, ricette di casa e vini sinceri convivono in una formula agile e conviviale, che porta il patrimonio gastronomico dei colli fuori dai confini della trattoria tradizionale.
Via Dante Alighieri 1/B, 29014 Castell’Arquato (PC).
Bitter — Piacenza
Stefania Bergonzi, Samuele Perfetti ed Emanuele Roda hanno costruito un gastropub dove le etichette naturali non sono ornamento ma parte di un pensiero fatto di libertà, condivisione e ricerca. In cucina l’estro di Mattia Ferri traduce questa filosofia in piatti diretti e contemporanei; dietro al bancone arrivano cocktail e perfino un bitter autoprodotto, Tosto.
Via Camicia 19, 29121 Piacenza (PC).
Antica Locanda del Falco — Rivalta Trebbia
Dentro il borgo medievale di Rivalta, Pietro Carlo Pezzati lavora sul repertorio piacentino senza imbalsamarlo: ricette del territorio e intuizioni più contemporanee convivono con naturalezza, accompagnate da una cantina attenta ai vini locali. D’inverno ci sono i grandi camini, d’estate il glicine secolare del cortile: una locanda che conserva il piacere antico della destinazione.
Castello di Rivalta 4, 29010 Gazzola (PC).
Agriturismo del Poggio — Travo
Prima viene la vigna di Andrea Cervini, con Malvasia, Barbera e Bonarda lavorate attraverso macerazioni lunghe e una viticoltura lontana dalla chimica; poi arriva la tavola, affidata a Carolina ed Emanuele Roda. Tortelli, anolini e pisarei dialogano con farine, salumi, formaggi e contadini dei dintorni: una cucina agricola autentica, resa ancora più viva da qualche esperienza raccolta lontano da casa. Il contesto agricolo e bucolico con piscina poi, regala domeniche congeniali.
Località Poggio Superiore di Statto 6, 29020 Travo (PC).
Chiere — Piacenza
“Pane, Pizza, Piacenza”: tre parole bastano a raccontare il progetto di Stefano Chieregato, che ha trasformato l’arte bianca in uno strumento per leggere il territorio. Grani, verdure, salumi e produttori locali entrano in pani, focacce e pizze dalla forte identità — su tutte la Piacentina — dentro un laboratorio contemporaneo dove panificio e pizzeria smettono finalmente di essere categorie separate.
Via Giovanni Antonio da Pordenone 1/A, 29122 Piacenza (PC).
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Forlì-Cesena
FORLI’-CESENA
Osteria Michiletta — Cesena
Una delle osterie storiche di Cesena — le origini risalgono al 1854 — che con la nuova gestione guidata dal bravissimo Simone Rosetti ha scelto di far dialogare memoria e sensibilità gastronomica contemporanea. Giulio Brozi, formatosi anche in cucine stellate, conduce i fornelli mentre Giacomo Ponasso firma la parte dolce: una Romagna riconoscibile, alleggerita nella forma e affinata nella tecnica, in cui è semplice e trionfale ritrovarsi intorno alla tavola, stappando etichette di grandi vigneron.
Indirizzo: Via Strinati 41, 47521 Cesena (FC).
Maré — Cesenatico
Sul molo di Levante, praticamente dentro l’Adriatico, Maré ha saputo anticipare l’idea contemporanea di stabilimento gastronomico: spiaggia, caffè, ristorante, eventi e bottega convivono senza soluzione di continuità. La cucina dello chef Omar Casali parte inevitabilmente dal mare, ma lo racconta con tecnica, contaminazioni misurate e una leggerezza perfettamente coerente con il luogo, raggiungendo picchi qualitativi sempre soprendenti, rapportati ai numeri quotidiani che legano il traffico turistico balneare-alla clientela gourmet. Materia prima, creatività, comparto lievitati e farinacei e buon bere mantengono l’offerta vigorosa.
Della medesima proprietà : per una delle piadine migliori della vostra vita, sullo splendido Porto Canale, c’é Quintoquarto.
Molo di Levante 74, 47042 Cesenatico (FC).
Ancòra — Cesenatico
L’eleganza raffinata, la padronanza delle tecniche e la sensibilità ancestrale di Agostino Iacobucci ha conquistato in pochissimo tempo Cesenatico e anche la guida michelin che con un macaron ha premiato anche il secondo progetto gastronomico dello chef campano. Qui vengono esportate, adattate le sue signature, incrociate con piatti iodati e accorgimenti d’autore, grazie all’estro di Marco Garattoni, executive chef.
Viale Trento, 31, 47042 Cesenatico (FC)
Osteria Fondo-Cesena
Il nome contiene già una dichiarazione d’intenti: gusto, tecnica e recupero sono gli stessi principi di un buon fondo di cucina e di questo progetto nel cuore della città. La tradizione romagnola viene riletta seguendo stagioni e materia, cercando quei sapori che appartengono alla memoria domestica senza rinunciare alla precisione contemporanea; accanto, una piccola fromagerie completa il racconto.
Via Pescheria 17, 47521 Cesena (FC).
daGorini — San Piero in Bagno
Gianluca Gorini ha scelto l’Appennino come luogo in cui costruire una cucina personale, colta ma mai compiaciuta, capace di lavorare con particolare profondità sull’amaro, sul vegetale, sulle fermentazioni e sulle materie dell’entroterra. Tecnica e istinto procedono insieme, facendo di questa tavola una delle espressioni più nitide della Romagna boschiva gastronomica contemporanea.
Via Giuseppe Verdi 5, 47021 San Piero in Bagno (FC).
Ristorante Del Lago — Acquapartita
Tre generazioni e un lago come orizzonte: Simone Bravaccini, dopo le esperienze al San Domenico e da Piazza Duomo, ha portato la cucina di famiglia verso una dimensione più contemporanea, vegetale e profonda, oggi riconosciuta anche dalla stella Michelin. Il fratello Andrea governa invece una cantina monumentale, con circa 1.800 referenze e un raffinato lavoro sugli abbinamenti al calice. Epico il carrello dei formaggi.
Via Acquapartita 147, 47021 Bagno di Romagna (FC).
Ristorante Magnolia — Longiano
Nella quiete di Villa Margherita, Alberto Faccani continua a far evolvere una cucina nata con il mare di Cesenatico nel cuore e oggi immersa nelle colline di Longiano. Materia, tecnica e ricerca costruiscono piatti dalla forte identità visiva e gustativa, nei quali l’Adriatico e la Romagna diventano punti di partenza per un linguaggio decisamente personale.
Via Pelliciano 35, 47020 Longiano (FC).
Osteria La Campanara — Pianetto di Galeata
Una vecchia casa nel minuscolo borgo di Pianetto e una cucina che sembra avere assorbito il paesaggio dell’Appennino: paste sublimi tirate a mano poco prima del servizio, carni, erbe, funghi e prodotti locali raccontano una Romagna montana sempre più rara. La Campanara appartiene a quella categoria preziosa di osterie per cui il viaggio non è un inconveniente, ma parte dell’esperienza, impreziosita peraltro da vini artigianali selezionati con gusto.
Via Borgo Pianetto 24/A, 47010 Galeata (FC).
Terre Alte — Longiano
Michele Casalboni ha costruito sulle colline una singolare casa del pesce, con Thomas Rivalta in cucina e una conoscenza quasi enciclopedica della materia ittica. Crudi – in primis – gusci e pescato seguono gli arrivi del giorno e vengono lavorati senza sovrastrutture, mentre Champagne e grandi bottiglie accompagnano una terrazza dalla quale il mare torna visibile all’orizzonte.
Via Olmadella 11, 47020 Longiano (FC).
Ristorante Essentia — Castrocaro Terme
Il nome suggerisce sottrazione, e la cucina dello chef e patron Giacchini cerca proprio l’essenza della materia più che l’effetto: una tavola contemporanea, raccolta, dove territorio e tecnica vengono utilizzati per costruire piatti puliti, brillanti e leggibili. Una delle espressioni più interessanti della nuova ristorazione dell’entroterra forlivese, lontana tanto dalla trattoria tradizionale quanto dai formalismi del fine dining.
Piazza San Nicolò 2, 47011 Castrocaro Terme e Terra del Sole (FC).
Ca’ de Bè Osteria Enoteca — Bertinoro
Nata alla fine degli anni Sessanta dall’intuizione di Max David e Alteo Dolcini, è la “casa del vino” affacciata sul celebre balcone della Romagna. Tagliatelle, bolliti, costine, piadina e ortaggi dell’orto tengono salda la cucina alla tradizione, mentre circa quattrocento etichette raccontano il vino romagnolo da Imola a Rimini: qui il territorio si mangia, si beve e si guarda.
Piazza della Libertà 9/B, 47032 Bertinoro (FC).
Osteria Dei Frati — Roncofreddo
Giorgio Clementi e Valentina Grandotti hanno raccolto nel 2012 l’eredità di Renato Brancaleoni, storico affinatore di formaggi, trasformandola in una piccola osteria di ricerca sulle colline. Lui lavora su stagioni, memoria e piccoli produttori, lei costruisce un’accoglienza intima e precisa: d’inverno la stufa, d’estate il giardino e la terrazza sulla Riviera completano il racconto.
Via Romolo Comandini 149, 47020 Roncofreddo (FC).
Panifico — Forlì
Un forno contemporaneo che restituisce al pane il ruolo di alimento e non di semplice accompagnamento: farine, fermentazioni e lievitazioni diventano il punto di partenza per una proposta agile che attraversa la giornata. È una delle formule più urbane della selezione, capace di tenere insieme artigianato, colazione, pausa gastronomica e una diversa cultura dell’arte bianca.
Indirizzo: Piazza Cavour 36, 47121 Forlì (FC).
Piccola Osteria Tèra — Sogliano al Rubicone
“Tèra”, terra: il nome è già una geografia. Nel borgo di Sogliano questa piccola osteria lavora sul patrimonio dell’entroterra romagnolo con sensibilità contemporanea, tra stagioni, paste, carni, formaggi e produzioni locali; una cucina, quella di Gianmarco Casadei, raccolta, concreta, che preferisce la profondità del territorio alla ricerca dell’effetto.
Via Cavour 29, 47030 Sogliano al Rubicone (FC).
Ristorante Le Querce — Forlì
Uno storico indirizzo forlivese che ha rinnovato pelle e cucina senza cancellare le proprie radici: Romagna e Mediterraneo s’incontrano tra pescato dell’Adriatico, carni, prodotti locali e qualche apertura internazionale. La sera entra in scena anche la pizza a lunga maturazione, mentre giardino e villa conservano quella dimensione conviviale che appartiene alla storia del locale.
Via Ravegnana 472, 47122 Forlì (FC).
TRE RISTORANTE CUCINA ITTICA — Forlì
Un progetto recente che porta il mare nel centro storico forlivese dichiarandolo fin dal sottotitolo: “cucina ittica”. Il pesce è materia e filo conduttore di una proposta contemporanea che cerca immediatezza, impronta gustativa e riconoscibilità, in un ambiente essenziale dove l’Adriatico viene osservato da una prospettiva urbana.
Piazza Camillo Benso Conte di Cavour 17, int. 45, 47121 Forlì (FC).
Ristorante Benso – Forlì
In tempi non sospetti, qui nella piazza centrale laddove vive il mercato cittadino, Maicol Ravaioli e Jacopo Valli già da una decade hanno lanciato un concept decisamente metropolitano, all’avanguardia, curato e ricercato nei materiali che compongono sala e mise en place e forbito nell’incipt dei piatti, laddove Davide Grumbianin utilizza la romagna come “genesi” per confrontarsi con un melting pot di ricette ed ingredienti extra territoriali. Sempre brillante la carta dei vini.
Piazza Camillo Benso Conte di Cavour 7, 47121 Forlì (FC)