Funky Food Festival – Parte lo show gastronomico della 2a edizione
Street Food, Musica, Dj Set e tanto altro dal 10 al 13 Settembre al Parco della Resistenza
L’attesissima seconda edizione del Funky Food Festival è oramai imminente. Al Parco della Resistenza di San Lazzaro di Savena (BO), tantissime sono le novità che animeranno, quest’anno per quattro giorni (10-13 settembre), l’area metropolitana del Comune di Bologna attraverso : street food di qualità, grande musica dal vivo, laboratori e corsi di cucina , sport, animazione e guest prestigiose ed esclusive in ambito enogastronomico.
Abbiamo deciso di sentire i diretti interessati, i ragazzi di Quisitaffia, riferimento gastronomico social di Bologna (e non solo) in qualità di organizzatori, per cogliere le atmosfere e le aspettative di questo evento di punta, ai postumi di una prima edizione da 15.000 presenze con ingresso clamorosamente gratuito ed aperto a tutti.
Dopo lo strabiliante successo della prima edizione, il Funky Food Festival torna ancora più in grande. Quali sono le principali novità?
Q : “L’anno scorso sono passate quindicimila persone, e ancora adesso ci sembra assurdo dirlo. Da lì è nato tutto il resto: ci serviva più spazio, così ci siamo spostati dentro il parco, e ci siamo presi un giorno in più perché ci sembrava un peccato finire così presto. Gli street food passano da sette a dieci. abbiamo messo una gelateria e una proposta Gluten Free
Poi ci sono le cose piccole, quelle che magari non si notano ma cambiano la serata: abbiamo tolto i token, i pagamenti sono più semplici. Sono rimaste le masterclass e l’attività fisica, che l’anno scorso ci hanno sorpreso.
E abbiamo fatto crescere l’area bimbi anche se la novità di cui andiamo più fieri sono quattro ristoranti che abbiamo invitato a venire a cucinare a Bologna”.
Qual è stato secondo voi il fattore vincente e che più vi ha identificato della prima edizione?
Q :”Il cibo, prima di tutto. E poi il fatto che ci abbiamo messo attenzione anche a come si presenta: non ci piacciono i food truck e quindi vogliamo le nostre strutture.
Sembra un dettaglio, per noi non lo è.
Aggiungici i partner food and beverage giusti, ed è venuto fuori un evento dove la qualità veniva davvero prima di tutto.
Poi certo, la spinta social ha aiutato, non stiamo qui a nasconderlo.
Duecentotrentamila follower. Ma dietro ci sono sei anni di ristoranti, di ricerca, di serate passate a mangiare e a raccontare. Non è arrivato per caso”.
Oltre a giovani e brillanti realtà gastronomiche locali, ci saranno anche delle guest esterne a disposizione del pubblico. Quanto Bologna ha bisogno di collaborazioni come queste?
Q: “Questa è la parte che ci fa più effetto. Un giorno ci è arrivata una mail dalla Francescana Family: avevano visto l’evento. Ci siamo guardati increduli, e subito dopo il pensiero è stato uno solo: ma che figata avere la Franceschetta di Modena al nostro evento. Saranno con noi il sabato, a quattro mani con Forno Brisa.
Poi c’è il Giappone, con i nostri amici di Uni: Richi lo conosciamo da una vita e siamo suoi fan da sempre, e poter mangiare un suo piatto qui a Bologna per noi è una gran figata.
C’è Patty, il progetto di Timmy, giovanissimo e sulla bocca di tutti: ci siamo conosciuti, siamo due realtà giovani con la stessa voglia di fare cose insieme, e forse questa è la parte più bella di tutte, perché le sinergie aiutano sempre.
E da Modena arriva FLORC per la colazione, così mettiamo insieme due città che sul cibo dovrebbero parlarsi molto più di quanto fanno”.
Quisitaffia è nato da un’idea ludica e da una passione in comune. Presto nel suo genere è diventata la pagina di content creator sul food più seguita di Bologna, facendosi conoscere anche sul fronte nazionale. Secondo voi che cosa vi contraddistingue rispetto a tutte le molteplici altre pagine sul genere?
Q : “Intanto una cosa: Qui Si Taffia non è il nostro lavoro. È il secondo lavoro. Va avanti da sei anni e non è sempre stato semplice, perché incastrare vita, lavoro e famiglia diventa ogni anno più complicato. Però siamo usciti da Bologna e piano piano ci stiamo facendo conoscere in giro per l’Italia.
Quello che ci distingue, secondo noi, è che non dipendiamo dalle collaborazioni. Abbiamo i nostri tre lavori, e per fortuna: vuol dire che raccontiamo solo i posti che ci piacciono davvero. Nella bio non abbiamo scritto “per collaborazioni in DM” come fa l’ottanta per cento degli influencer. Qui Si Taffia è nata dalla passione, le collaborazioni sono arrivate dopo, come conseguenza.
E ci piace ancora spendere i nostri soldi al ristorante per andare a cercare i posti belli. Competenze zero, chiaramente: ci piace solo mangiare fuori”.
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11 Street Food, 3 Special Guest, 2 Cocktail Bar, 11 Dj, Fitness, Corsi di Cucina e Workshop
Quest’estate avete lanciato anche la vostra linea di smash burger, debuttando nel party Della Gioconda. Il Funky Burger tornerà ovviamente anche al Funky Food Festival. Potete parlarci di com’è nata questa idea?
Q : “Nasce dalla voglia di fare qualcosa insieme a Fede Gasbarro, che abbiamo conosciuto ai tempi di Seta meat. Dei suoi panini ci eravamo innamorati subito, e da allora ce lo siamo detti mille volte: prima o poi facciamo il nostro smash burger. Il momento giusto non arrivava mai, così alla fine ce lo siamo creato dentro il nostro evento — perché è un prodotto incredibile, e ci credevamo.
Sappiamo che è il grande trend del momento tra gli influencer, ma spoiler: non apriremo niente di fisico.
Solo eventi o pop up”.
L’evento o gli eventi ed il catering rappresentano il futuro di Qui Si Taffia?
Q : “Ci stiamo mettendo in un posto un po’ particolare (anche a livello di comunicazione dove usiamo i piatti di ginori , un classico dei ristoranti stellati): non vogliamo fare tanti eventi, vogliamo farne di belli.
Siamo partiti dalla Gioconda e abbiamo già in mano contatti con ristoranti bellissimi tra Bologna, Milano e Modena.
Serate piccole, per poche persone, come quella.
È solo l’inizio, e non sarà facile portare avanti anche questo — ad ottobre capiremo cosa fare. Sarebbe belle fare un tour. L’idea è che l’hamburger sia un tramite per chef per espirmersi in maniera piu accessibile : esempio : lo chef stellato che per una sera fa smash burger , ne abbiao parlato con chef da una o due stelle sarebbe divertente , vedremo
Sul Funky Food il discorso è diverso: più che il futuro di Qui Si Taffia, vogliamo che cresca con una sua personalità
Noi siamo il tramite, il modo per portare a Bologna street food e ristoranti che qui non verrebbero mai a cucinare. Vengono perché ci conosciamo, perché ci abbiamo lavorato insieme, e perché hanno voglia di far parte di un progetto che porta attenzione alla città su quello che a Bologna è sempre stato il punto più forte: il cibo”.
Qual è il punto di forza di questa città e invece che cosa pensate che manchi veramente?
Q: “Eh, domanda scomoda. Ci vorrebbe un articolo a parte.
Il punto di forza di Bologna sta nel passato: la tradizione, la cultura, dei piatti che conoscono e amano in tutto il mondo. È una fortuna enorme.
Quello che manca secondo noi sono tre cose.
La prima è fare gruppo: qui ognuno va per sé, non c’è tanta voglia di collaborare nemmeno con il vicino di strada. La seconda è la cura del dettaglio, la qualità, la voglia di provare, che altrove oggi è la normalità. Tenere la tradizione come base, ma provare a muoverla.
E poi c’è una terza cosa, più difficile da dire: a Bologna si guarda molto al proprio orticello e poco fuori. Si pensa in piccolo, si ragiona sul singolo locale e non sulla città, e manca un po’ quello sguardo lungo, sul dove vogliamo essere fra dieci anni. Ci si accontenta facilmente — e quando ti accontenti, i risultati restano piccoli anche loro.
Così restiamo fermi su tagliatelle, tortellini e tortelloni. Sono le fondamenta, per fortuna che ci sono. Ma una casa non è fatta solo di fondamenta. Speriamo sempre che qualcosa si muova”.
Quali sono secondo voi i locali che nei loro generi (sempre a tema enogastronomico) hanno contribuito alla crescita ed alla ricerca del capoluogo emiliano negli ultimi anni?
Q: “A Bologna e in provincia, secondo me, l’unico posto che ha davvero cambiato qualcosa nell’enogastronomia italiana è l’Antica Osteria del Mirasole.
Però se allarghi lo sguardo, l’Emilia-Romagna ha un tessuto di trattorie e ristoranti che porta gente da tutto il mondo, con una qualità fresca, viva. Penso all’Osteria Fratelli Pavesi a Piacenza, alla Trattoria Brisla a Parma, ad Allegra qui a Bologna come cosa nuova. A tutto quello che è nato a Modena attorno a Massimo Bottura. A Gilioli a Reggio. In Romagna a Fuba a Rimini e a Da Lucio, che sono posti incredibili. E potremmo fare una lista infinita.
E si torna al punto di prima: se questa regione facesse squadra, saremmo davvero in alto — stavo per dire a livello mondiale, e forse non sto nemmeno esagerando. Per come siamo fatti noi emiliani potremmo dare due giri a Milano tranquillamente. Solo che oggi Milano ci batte dieci a zero”.
Fatevi ora un augurio per l’oramai imminente seconda edizione del Funky Food al Parco della Resistenza di San Lazzaro!
Q :”Speriamo che vada bene, semplicemente. Lo speriamo davvero, perché dietro c’è un anno di lavoro — può sembrare strano, ma è così. Trovare gli sponsor per un evento gratuito non è mai facile, quindi grazie a tutte le aziende bolognesi che ci hanno creduto e al Comune di San Lazzaro, che ci ha dato questa possibilità.
Il nostro augurio è che il Funky Food diventi un faro sulla città: sulla qualità che c’è a Bologna, sulle cose belle che ci sono, e che sia un porto dove i ristoratori possano esprimersi. Un evento di cui andare fieri, per cui la gente viene qui — e non siamo noi a prendere la macchina per andare da un’altra parte.
E ci piacerebbe che piano piano diventasse un punto di riferimento per lo street food in italia.
Perché in giro trovi due cose: eventi a pagamento, con quella specie di élite di ristoratori che si fa pagare caro, oppure eventi dove la qualità non c’è.
Noi vogliamo stare nel mezzo, aperti a tutti. Alla fine il sogno è piccolo: che qualcuno, fra qualche anno, si ricordi ancora di un piatto mangiato al Funky Food Festival. È esattamente quello che cerchiamo noi quando andiamo al ristorante. Se succede, abbiamo vinto”.
FUNKY FOOD FESTIVAL
10-13 Settembre – Parco della Resistenza, San Lazzaro di Savena (BO)
Ingresso Gratuito
funkyfoodfestival.com