Sunly, la cucina cinese alza il suo livello con qualità e contaminazioni

Sunly, la cucina cinese alza il suo livello con qualità e contaminazioni

Il boom di ristoranti asiatici e l'insediamento nel mercato di Sunly

Se per molteplici ed eclettiche correnti di pensiero che coinvolgono bolognesi, giornalisti e gastronomi, questa città ha ancora bisogno di cucine tradizionali di qualità, soprattutto nell’area del centro storico, un movimento in netta e rapida espansione è quello che coinvolge le cucine esterofile ed internazionali, quelle che comunemente vengono etichettate come etniche.

Nel giro di davvero pochi anni abbiamo notato come l‘effetto globalizzazione – legato all’accessibilità dei voli e dell’incremento turistico – ha comportato un incremento delle “cucine dal mondo”, interpretate con maggior dimestichezza ed attitudini rispetto al passato, da parte del pubblico. Una grossa fetta di queste, proviene dall’Asia, che per i motivi appena elencati è una delle mete di maggior espatrio estivo ed invernale da parte degli italiani e dei bolognesi. In quello che per certi versi si può definire un vero e proprio marasma di insegne, non è sempre facile avere la competenza per scremare chi davvero si propone con autenticità e qualità. Dopo il boom di cucine tradizionali cinesi, sushi, “all you can eat” e cucine fusion, stanno prendendo piede diversi stili di “trattorie cinesi”, in particolare rivolte al Sichuan ed ai suoi sapori aggressivi e tipicamente piccanti. Ma non solo.
Il caso di Sunly però è differente e vi raccontiamo come l’imprenditore Sunlei Wang è arrivato ad ottenere tre ristoranti – di cui il capostipite è stato appena inaugurato in via Saragozza – con il quarto prossimo al taglio del nastro.

La storia e le cucine di Sunly

Sunly “matcha” con radioso e giocosamente con il nome di Sunlei, che dal nonno ha ereditato la passione per la ristorazione. La sua famiglia approdò in Italia in Liguria e dopo qualche anno si consolidò nei colli bolognesi. Tra Pianoro e Pontecchio Marconi nacquero i ristoranti di lunga data, approdando inoltre “nella bassa” a cavallo con l’interporto e nel perimetro che circumnaviga la stazione ad alta velocità, tra via Galleria e via Fioravanti, dove Sunlei stesso rilanciò Sushiko con successo. Assieme ad una coppia di amici poi aprì La Cucina di Peng in Corticella, la classica “osteria cinese” verace, che vi invitiamo fortemente a visitare.

Dal 2024 poi con le idee molto chiare, decise di staccarsi dal mercato “All You Can Eat” che non rappresenta il potenziale reale dei canoni gastronomici cinesi, per dar vita ad un modello innovativo e ambizioso in questo senso. Sunly inizialmente è la Ravioleria Bolognina in cui potrete assaporare oltre venti ricette di ravioli, caratterizzate dalla freschezza della pasta lavorata manualmente e dalla contaminazione delle farciture, che oltre a quelle più classiche, apre le frontiere a ricette italiane, come salsiccia & cime di rapa o mortadella & mozzarella. Su Viale Antonio Silvani 18d invece, negli storici spazi de La Pignatta, Sunly Asian Taste offre una panoramica della cucina cinese (con tanti piatti da condividere), focalizzandosi soprattutto su ravioli e sui noodles, tutto di produzione propria.

In via Saragozza – oramai la nuova strada del food bolognese – aggiunge la proposta “etnica” che mancava a supporto di tutte le trattorie, wine bar e bistrot che affollano il dentro Porta.
Gli ambienti sono quelli della storica pizzeria Porta Saragozza, restaurati con gusto, pulizia e sapiente utilizzo degli spazi. L’impronta architettonica è contemporanea e riflette ciò che Sunlei qui, vuole proporre con personalità.

Sunly in via Saragozza : creatività e qualità.

Sunlei che per tutti è soprannominato Alessandro, assieme alla moglie e coadiuvati da uno staff fidato, sprigionano attenzioni, accoglienza, sorrisi ed entusiasmo.

L’obiettivo è proporre un menù dirompente da ciò a cui comunemente il cliente è stato abituato, senza partire eccessivamente in quinta, ma accompagnandolo nella comprensione del percorso, passo dopo passo, piatto dopo piatto. I piatti legano il recupero di alcune ricette antiche, rivisitate in chiave moderna e personale, la valorizzazione di alcuni ingredienti in particolare, l’inserimento di qualche ricetta stagionale (una novità per questa tipologia di cucine), l’artigianalità delle paste. Non si propone assolutamente nella direzione di riprodurre fedelmente i ricettari autoctoni di casa ma altresì di modellare le ricette aprendo le frontiere all’europeizzazione, con una chiave di lettura personale che possa applicarsi – sul mercato – al piacere di un cliente italiano nella scelta di Sunly come una bella cena da un lato integrata nelle proprie corde gustative ma dall’altro unica per le sue caratteristiche.

L’avvio della nostra cena ad esempio, ha rappresentato uno dei punti più alti della degustazione lasciando una traccia altisonante nell’approccio ai primi piatti. E’ già signature l’uovo centenario, alle origini fermentato con fieno-terra-sterco e qui per ovvie ragioni reinterpretato : qui vengono fermentate e posate su tofu annacquato nella soia con aceto di riso, sesamo, arachidi e cipollotto ad intonare complessità. Emergono quattro contrasti al palato che intrigano ed incuriosiscono, la masticazione passa dalle mollezze del tofu, lavorato in maniera particolare, a quelle dell’uovo, oltre alla croccantezza negli arachidi a creare un divergente,  rifinendo infine il gusto tra spinte acidule e umami. Memorabile la freschezza e la consistenza del Xiao Long Bao di zucca ripieno di verdure e piastrato, persuasiva la focaccia rustica cinese, niente meno che una sfoglia di grano ripiena di macinato di maiale e foglie di senape fermentata che ricorda un po’ l’erbazzone reggiano e un po’ una tortillas. Tra i Dim Sum, il raviolo Sichuan viene intinto in una salsa speziata con olio piccante, arachidi e cipollotti, creando un insieme corroborante.

I noodles artigianali PanMian connotano ed evidenziano la freschezza, rintracciata nella consistenza, della pasta accompagnati con spinacini, salsa di macinato di maiale, misto di funghi e uova. Piatto decisamente armonioso, terroso e rilassante (suggeriamo l’aggiunta di olio piccante per agguantare una spinta in più). Di puro comfort il tagliolino fresco di riso da avvolgere a gamberi, verdure, salsa di soia e pomodoro. Tra i piatti più apprezzati dal nostro tavolo il branzino Chong You cotto al vapore con salsa di soia e olio aromatizzato, senza spine e lische rispetto ai ricettati tradizionali cinese, distinguibile oltre che per la sua tenerezza, per i livelli di aromaticità che dettati da un mix di erbe e dall’olio, diventano essenze. Meritano citazione, perchè piaceranno, le patate ripassate nella farina di riso e saltate al wok, sottili e croccantissime.
Gli stessi gamberi serviti con asparagi raffigurano una portata più salutare e minerale, meno legata rispetto alle precedenti. Conclude il tipico budino con fagioli rossi dettato da una dolcezza per noi – italiani – neutra e con note terrose che censurano completamente anche il più vago sentore di stucchevolezza.
Carta dei vini variegata e di buon livello per un ristorante cinese, suggeriamo caldamente di accompagnare l’esperienza con il pairing di grappe proposto con passione e competenza da Alessandro e con le sette miscele di té e tisane calde che fungono sia in apertura che in chiusura del pasto. Pasto che rimarrà davvero digeribile, anche testando molti piatti, a testimonianza della qualità e del livello medio-alto con cui Sunly si è posizionato sul mercato.