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un'idea di: Marco Salicini

 

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I nuovi orizzonti della romagna si aprono spasmodicamente a Cesenatico. Parlo da amante di queste terre, da oramai storico e affezionatissimo frequentatore di Riccione e Rimini, mastico Cervia ho frequentato Milano Marittima, apprezzo e accolgo nel mio cuore la bontà della piadina calda e della griglia alla romagnola e di quei servizi che ci invidiano e contraddistinguono un po' dappertutto. 

Cesenatico è una rivelazione : il nuovo Portocanale (progettato in passato da Leonardo Da Vinci) è una chicca pregiata, esaltata e custodita da un'atmosfera romantica e raffinata, rilanciata da una proposta al passo coi tempi, capace di schiacchiare e spodestare nettamente le "concorrenti" limitrofe sopracitate. Il lungomare no, quello è un discorso a parte.. si presenta ancora oggi ancorato agli anni '70 e '80 con strutture antiquate e immobili, assetate di restauro così come la stragrande maggioranza delle strutture balneari.

SPIAGGE E COLAZIONI 

Dal Portocanale al mare la distanza è tatticissima, raggiungibile in 5' in bicicletta e una quindicina di minuti a piedi. Il nuovo Portocanale mantiene il suo rigore e il suo fascino in tutte le fasi della giornata, espandendo umori e tematiche marittime e pescatrici fin dal mattino, viene animato e vissuto dai canti dei gabbiani fino al tramonto dove tra le lanterne soffuse e il frescolino della sera, esprime probabilmente il meglio di sè. Una recente e riuscitissima qualificazione ha contaggiato tutti i locali del Portocanale stesso, provvisto di alloggi di lusso ed esclusività come CASA DODICI premiata dalla Guida Michelin. Un Bed&Breakfast strepitoso, con camere ariose e personalizzate dagli arredi sgargianti, moderni e ricercati (sembra di stare in una di quelle piccole suite delle star hollywoodiane, con sedie in pelle, specchi, lampade trasparenti, oggetti multiformi, una pulizia quasi e amabilmente maniacale, corna di animali decorative alle pareti e biciclette a disposizione). SCALO 17 un bistrot e bottega minimale, anche enoteca grazie a un raggiante scaffale arricchito da una ricerca curata e appassionante che parte dai vini e si conclude ai liquori. La sua ampia gamma di tavolini che sfoggiano all'impazzata (concatenando locale dopo locale)sul Portocanale, rappresenta il mantra giusto per il buongiorno. Centrifugati freschi, naturali, gustosi, colorati e precisi, yogurt con frutta fresca, pancake a non finire, le brioches di farro ripiene di lamponi, le confetture casereccie della casa nelle torte e nelle crostate, i cornetti vegani o alla crema e un ottimo caffè. Una bella e similare alternativa la rappresenta Maré, quello che si può considerare il bagno più in voga del momento. Grazie ad un servizio giovane e scattante ottimamente amalgamanto, propone e convince grazie a una lista di proposte sfiziose e mai banali: piovono e sfilano cornetti di ogni tipo, bomboloni, yogurt con granola e frutta fresca, torte del giorno e della casa, muffin, bagel con mazzancolle e guacamole, pancake con banana-acero-frutti rossi e mascarpone, uovo in padella con bacon e bruschetta, pan brioche con burro artigianale e gianduia, american & british breakfast; il tutto nei comodissimi tavolini in total white che caratterizzano la spiaggia. Maré è un'ottima proposta anche a pranzo e a cena, in cui viene mantenuta una linea gourmet intrigantissima: insalata con saraghina e guacamole, raw con carpaccio di manzo, panzanella di mazzancolle, spritz e burrata, raviggiolo con bruschetta al tartufo-nocciole e sottobosco, crudi di mare, tonno dell'adriatico aromatizzato alla soia e zenzero, burgher iberico, seppia al bbq con quinoa e zucchine, i numerosi primi di mare tra porchetta, colatura di alici, tartufo, vongole e molto altro. Tapas e pizza per aperitivo, dolci cremosi e invitanti. Al fianco il bagno del Grand Hotel Da Vinci, unico per comodità grazie ai materassini con asciugamano incluso e alla doverosa e inimitabile distanza tra i lettini stessi; prezzi pesanti (molto). C'è poi il Riviera di mister Alberto Zaccheroni, il bagno più fashion & goliardico, caratterizzato dagli ombrelloni di paglia e il piacevole Bagno Emporio, frequentato dalla clientela del luogo (silenziosa e rispettosa) con prezzi onesti e competitivi. E per gli amanti della piadina? Sauro da anni e per tradizione è un must. Maestro dell'impasto, gusto elevato, digeribilità garantita, farciture ghiotte e ingredienti freschi forniti dai fornitori di fiducia. Quinto Quarto cresce con ambizione: piace la sua cucina a vista, la proposta notevolmente innovativa a livello di farciture (abbandonate per un attimo il gran classico "crudo-squacquerone e rucola per scoprire "brie-salmone affumicato-guacamole-insalata / salsiccia di tonno-fricò di peperoni / fichi-culatello-blue cheese....ecc). Non viene effettuato servizio, si utilizza il disk pager (sempre piu in voga) e si può scegliere la farinatura della piadina (farine bio macinate a pietra/integrale/vegana), dimensioni contenute, piadina buona, condensa delle farciture non sempre centrata.

 

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APERITIVI, CENE E DOPO CENA

 

Torniamo a parlare dello SCALO 17. Servizio educato, piacevole, sorridente ed estremamente accogliente e preciso. Il menù a base di pesce osa negli accostamenti e mantiene la sua freschezza mutando quasi quotidianamente. Dei vini qualcosa vi avevo già detto, c'è una buona scelta a livello di liquori, ottimi i cocktail: essenze balsamiche nei gin, spritz al rabarbero, vermouth artigianali, negroni torbato, mezcla e margarita, mojiti fruttatii: la vendemmia bucolica e rinfrescante indossa maschere e movenze pirotecniche e spettacolari al TIKI COMBER un chioschetto tropicale arredato con canne di bambù e totem Maori: frutteria, sapori polinesiani, sperimentazione e preparazione, miscelature sensazionali grazie a distillati di gamma amalgamati ai dosaggi di frutta freschissima; un concept che ha permesso ai giovani e scintillanti "Bartenders" cesenati di essere premiati al secondo posto come "miglior cocktail list d'Italia 2016". A cena la scelta è ampia. Messe da parte le trattorie alla romagnola, ecco che le àzdore se ne stanno sedute ad ammirare i molteplici ristoranti di pesce che addobbano e arricchiscono il Portocanale. Ce n'è per tutti i gusti e per tutti i prezzi. Da Giuliano è un classico intramontabile per chi è alla ricerca di tagliolini, fritti o catalane abbondanti e di fiducia (ha aperto anche il Giuliano Bistrot vicino al lungomare, ideale per una cenetta più semplice e veloce), discorso analogo per "A Casa Tua - Da Silvano" mentre l'Hostaria Da Beppe si contraddistingue per i sapori freschi ed equilibrati, garantiti grazie ad una proposta semplice ma curata ( cestino del pane vario e sfizioso, primi piatti fatti in casa, crudi ottimi, semifreddo al pistacchio con pochi rivali). Un occhio di riguardo anche al ristorante di Casa 12, che da oramai diversi anni ha preso le redini dello storico Lino: le tartare vengono impreziosite con condimenti esaltanti, il sandwich di sgombro con maionese al lampione è una creazione degna di nota, soprattutto se punzecchiato dal guanciale affumicato e dalle chips; i primi piacciono per l'ottima profondità e intesa con i formaggi e i frutti di mare, abbinamenti e salse in agrodolce per ammortizzare l'effetto della griglia tra i secondi. Il fiore all'occhiello è il "Magnolia" grazie alla doppia stella Michelin, l'elegantissimo ristorante di Alberto Faccani, maestro della tecnica e delle materie prime... ma ecco dove siamo stati noi.

 

TORRICE BISTROT 1920

 

Emersi dal Portocanale, fiancheggiamo il corso che porta alla ruota panoramica. Il Torrice è anche hotel, un ambiente raffinato in puro stile "shabby chic" - piace vincere facile, con aromi intensi e profumati soffiati dai lumi di candela, ideali per passare una piacevolissima serata di coppia. Ci sono anche due salette privè, un caminetto e diviene tapas bar ad orario aperitivo. Intorno a noi siedono gaudenti habituè e giovani coppie, sottofondo musicale, riservatezza garantita. Servizio giovane, cordiale, preparato e attento (Cesenatico in questo è estremamente servizievole). Tempistiche fulminee (forse troppo), cestino del pane al pronti e via, cantina dei vini essenziale ma consultabile ( scelgo un classico come il Gewurztraminer di Kossler, bello profumato e peperino) buon partner in vista delle portate. Il menù propone porzioni garbate e contenute, portate ben presentate dai colori pacati ed educati. Non ci incuriosiscono i primi, optiamo per una tartare di gambero rosa con salsa di frutti rossi: tartare saporita ma grumosetta, ben corretta dalla sua ombra in agrodolce, fragrante e curato il gambero in tempura su salsa di patate viola, buon connubio. Proseguiamo con una "padellina" riempita di gamberi e calamari sdraiati su un letto di cocco e una piramide di riso nero al curry. Piatto fumoso e abbondante, dalle caratteristiche orientaleggianti vista l'ingombranza delle verdure e la spiccosità delle spezie. Gioca un ruolo fondamentale la presenza del riso nero a spezzettare a intermittenza l'alone vulcanico profuso dal fondo della pentola. In accompagnamento stupiscono le patate della casa, croccantissime grazie a una pastella precisa e fragrante. Finale in dolcezza, forse troppa: mousse di cioccolato bianco con colatura di lamponi e biscotto al pistacchio e al cioccolato con cialda croccante e gocce di arancia; connessione disgiunta, dolcezza eccessiva al limite della stucchevolezza. Liquore alle erbe e al limone offerto sul finale, conto un po' sopra le aspettative. 

 

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LA BUCA

 

Le origini di Stefano Bartolini partono da qui. Una cena (indimenticabile) nella casa del Re Nettuno della Romagna che rappresenta da anni , dopo aver limato e approfondito le conoscenze con il cosiddetto "pesce povero", partendo proprio dal basso. La Pensione Stella Marina di mamma Angela e delle sue sorelle, i ritmi frenetici e le notti insonni del padre Marcello, prima pescatore e poi ristoratore. La Buca è la "CasaMadre" dell'espansione targata Bartolini: dall'Osteria del Gran Fritto, tra Milano Marittima-Cesenatico stessa e Bologna, dove trovare un tavolo è una missione di vita, alla maestosa Terrazza Bartolini di Milano Marittima. Il successo dell'illustre parte proprio dalla conoscenza delle materie prime, dal pescato dell'Adriatico, da una selezione quotidiana e minuziosa del pescato del giorno nei migliori mercati ittici. L'essenzialità dei piatti è la trasmissione principale che arriva, dritta e perforante, ai palati più fortunati. Rielaborazioni precise e studiate, mai una virgola fuori luogo in ogni portata, menù non troppo espansivo - sinonimo di freschezza e capacità di trattamento, visibile a occhi nudi nella limpida cucina a vista retta dallo chef Gregorio Grippo. La stella Michelin meritatissima, per un locale elegante, quadrato e accomodante dai colori sobri e rassicuranti dove non esiste rigidità ed ogni momento viene protetto e custodito (dai contorni una cupola sinergica e estiva dotata della veranda del Portocanale). Bartolini è un bene di tutti, arriva dritto al popolo, vuole essere diretto a tutti e la sua comunicatività la ritengo una componente preziosa e intoccabile, fautrice del successo. Cantina di classe, dotata di una selezione appassionante esercitata dallo stesso Bartolini, sommelier dinamico, spontaneo e accogliente semprepresente nel suo locale. Sylvaner di Kofererhof, un'etichetta di fiducia per gli amanti dei "secchi". Cestino del pane su ricarica, morbido e freschissimo, dalla pagnotta soffice e irresistibile, quasi famelica quando viene rivestita del burro salato che ci viene servito assieme al gran plateau di ostriche e crostacei. Un passo indietro; l'entrè è "Il mare in un panino", sandwich ittico e grazioso, veloce e informale, in cui nella chiusura composta con farine integrali spiccano i prodotti pescherecci della cucina della Buca. Le degustazioni, sui 68euro ma è un percorso di nostra rara intromissione così ci affidiamo alla carta. Un'ampolla ghiacciata e prelibata, arricchita dai cristalli del mare: "Ostriche Perle Noire e Gillardeau", "tartufi di mare", "gamberi rosa e gamberi rossi". Tripudio assoluto di freschezza e qualità, sintassi tra purezza e trattamento, consistenze incredibili; non serve il dizionario per affrontare e gustare portate di questo tipo e questo livello, serve solo la fermezza e la fierezza di sapersi godere, dopo ogni singolo boccone, una continuità micidiale di impatti e di sensazioni. "Piatto della memoria", come il primo del giorno, lo spaghetto alle ostriche su insalata liquida. Un aplomb spaziale e chirurgica, vera come Sofia Loren, misteriosa e maledetta come Marylin Monroe : metafore cinefile per un piatto che di certo non teme le luci dei riflettori e merita altamente di starci con fascino e carisma. La pasta fresca alla chitarra, calamari borsoi e nero di  Voghiera risplende nel suo turbinio inarrestabile di sapori, profusi e schizzati sul piatto. Una siringa indolore, mietitrice di farfuglii e intuizioni che collegano la mente al palato. Code di scampi, zuppa fresca dell'orto, zabaione ai crostacei /carpaccio di ricciola, artemisia, salsa tonnata alla mandorla e riso croccante / crudo di gambero rosa, sedano candito e liquiriza: solo alcune delle altre proposte. La maratona sciistica di comete prosegue all'impazzata fino alla fine: cannolo siciliano, ricotta mantecata, pistacchi di Bronte, arance amare, c'è compostezza, c'è esercizio e un dosaggio filantropo della dolcezza. Ciliegie, visciole, erbe e gelato di Anacardi: è un'esperienza fiabesca, un passaggio antropologico tra un incontaminato prato fiorito dei boschi tirolesi e una ricetta esotica dai rintocchi squisitissimi; godo e adoro l'esercizio sartoriale operato con il cucchiaio. Servizio sorridente e attento, tempistiche sciolte e precise.Due ottimi nocini selezionati dalla distilleria per concludere la serata (e una toilette simpaticissima). Sul conto non mi pronuncio, mi sono immerso nell'angolo più candido del Portocanale, scoprendo nuovi orizzonti ed allietando i miei cinque sensi. 

 

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