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un'idea di: Marco Salicini

 

 


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Famiglie, schiamazzi, giostre, bar sport, luci e pizzerie con maxi schermi. Locanda Liuzzi vive nel tormento di un'atmosfera che non gli appartiene, probabilmente sarebbe a suo agio in mezzo al mare ma la personalità e il carattere pimpante e scintillante del padrone di casa, Raffaele Liuzzi permette a questo locale di farsi trovare, strappandosi complimenti e figurando nelle guide più rinomate, tra Michelin (e la stella tanto discussa da riacciuffare)Espresso e Gambero Rosso. 

 

Locanda Liuzzi è un'esperienza, spericolata, estroversa, attonita. Sapori e contatti estremi, coraggiosi, innovativi aiutati dalla cordialità e dalla simpatia del vulcanico padrone di casa Raffaele Liuzzi, pugliese doc ma grande giramondo,  conoscitore e stimatore della romagna e dei suoi mercati pescherecci. Materia prima freschissima, i contorni e i condimenti emanano gioia. 

Mangiare fuori non può essere come farlo a casa, questa è un po' la filosofia di Liuzzi, capace di lasciare intatti i sapori più nudi e crudi dei suoi protagonisti all'interno dei piatti, decorandoli con un sali e scendi di atmosfere, colori e gradazioni dagli effetti più elettrizzanti e incisivi all'interno del palato. 

Un laboratorio animato, dove Raffaele è l'inventore di lampade e lampadari, ricreando piatti e combinazioni di mese in mese. Mi viene alla mente la versione buona di uno scienziato pazzo ideato dalla Pixar, di quelli che fanno impazzire grandi e piccini (ai quali è dedicato un apposito menù figurativo, tra prosciutto di Pinocchio, tiramisù di Pikachu, rigatoni di Topolino e cotoletta di Winnie the Pooh con patatine).
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Meraviglioso il cestino del pane, accompagnato dal suo olio artigianale, dove da buon pugliese sono i taralli a prenderci per la gola alternandosi alla fragranza dei grissini e al gusto morbido e saporito della focaccia. 

Il servizio non fa una piega, tempistiche ben scaglionate, entré, pre dessert - pasticceria, ottimi i ricarichi. Presenza professionale, fluida e discreta che si alterna alla simpatia e alla spontaneità di Liuzzi, ben felice di togliersi di dosso le vesti ingessate di un locale che per format e caratura potrebbe senza dubbio indossarle (e soprattutto senza mai risultare eccessivo, forzato o invadente). 




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Una cantina che recita 600 etichette lascia a bocca aperta appassionati e non, un tour approfondito e appassionante tra le bolli francesi, con Borgogna, Alsazia, Loira e Rodano. Qualche proposta internazionale, birre artigianali di alto livello, ottime opzioni al calice e una smisurata selezione delle cantine tricolore, con Trentino, Veneto, Friuli tra le immense protagoniste. Il Riesling di Elena Walch cavalca con alti e bassi una serie di portate prepotenti e sfrontate, che vi vado immediatamente ad illustrare. 


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 Espressionismo - Rewolution - Entroterra tre degustazioni che variano dai 54 ai 75 euro. 

Il bon bon di scampi con foie-gras, caviale d'asetra, campari e granita di melone è una garanzia estiva di leggerezza, armonia e freschezza, risquote applausi e consensi l'insalatina di mare "March Easy Style" (polpo, seppia, scampi, conchiglie, rapa rossa) dedicata a Gualtiero Marchesi, la ricciola affumicata prosegue l'ondata di dolcezza equilibrata con granita di cetrioli e frappè di squacquerone. Tentatissimo dal "Lecca Lecca di Foie Gras" con scaloppa e pan brioche, mela cotogna e mosto di fichi opto per i gamberi rossi e gelato (foto) un piatto che sprigiona intelletto, colori e una vivacità inquietante schizzata nel profondo ghiaccio di un croccantissimo gambero (il gelato si radica dalla testa del nostro protagonista)dosato sullo squacquerone acido e la crumble di pistacchi : empatia sensoriale ad altissimo livello, per palati un po' scalfiti. 

 

Primi piatti : passatelli di seppia in black, risotto bianco dedicato a Lucio Dalla, cappelletti ripieni di manzo in tartare - soffice al parmigiano - polvere di funghi : approfitto per aprire una piccola parentesi, doverosa, in quanto in prevalenza mi sono lasciato trasportare nel mio racconto dalle ebbrezze e dalle emulsioni derivate dalla mia cena a base di pesce ma Raffaele Liuzzi nel suo menù mantiene lo stesso passo per l'entroterra. 

Spaghetto di ostrica aglio, olio, peperoncino con tartar di cannocchia e bottarga : oasi di soddisfazione, ottima consistenza, aplomb geometrica. 

Tortelli di impepata di cozze con piselli e pomodorini bruciati. Presentazione geniale, dove i tortelli in nero si travestono da cozze racchiudendole accuratamente, piatto leggero, decorativo e preciso. 

 

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Dessert in chiusura, tento invano un semplicissimo gelato alla nocciola delle langhe ma Liuzzi insiste purché assaggi il pezzo forte "TERRA MIA " qualcosa di unico. 

 

Gelato di mandorle - fichidindia - ricotta di pecora - limone candito - olio e origano. Effetto caldofreddo micidiale, effusioni e vampate spiazzanti, da degustare con piacere ma con metro prestando attenzione alla colatura oleifera di fondo. 

Melanzane in millefoglie con Bavarese di fichi secchi e yogurt acido. Altra presentazione scultorea e pirotecnica, il risultato convince ma una formazione differente delle melanzane stesse potrebbe essere consigliata, garantendo più comodità e amalgama. 

 

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A fine cena piccola pasticceria in cui mandorla, chicchi di caffè e pistacchio caratterizzano baci di dama e macarons. Molto contento del rapporto qualità prezzo, sorpreso da un'esperienza che ritengo unica e divertente. La Locanda Liuzzi è un pianeta da scoprire e quell'atmosfera cordiale, sciolta e sorridente di Raffaele, danno secondo il mio punto di vista un qualcosa in più a molti altri concorrenti rinomati, ricchi di maschere e un filo di antipatia in sottofondo.