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un'idea di: Marco Salicini

 

 

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Ritengo che l'incombenza comunicativa più critica e articolata per un giornalista, sia quella del distinguersi nel raccontare i grandi talenti. Certe emozioni sono uniche e rare, rimangono fisse nella mente e ti lasciano senza parole. Storie di romanzi calcistici, come abbiamo letto nei mesi antecedenti sui quotidiani sportivi quando l'espressione calciofila di Francesco Totti ha rieccheggiato nelle pagine ripercorrendo le gesta sportive di un leader tanto semplice quanto carismatico, ci ricordiamo qualche anno fa cosa accadde con Ayrton Senna o i grandi scambi dell'indimenticata accoppiata Coppi-Bartali. Persone comuni uniche nel proprio genere, ripensando a quant'è straordinario diffondere emozioni semplicemente attraverso gesta o immagini sbiadite, raccontate da molteplici firme e così sarà per sempre. 

Nelle notti estive romagnole, seduti sulla spiaggia di Miramare nell'Adriatico, una stella brilla nel firmamento. Ristorante Guido è un contenitore segreto ed epocale di storie marinaresche, nato da una baita in legno negli anni del dopo guerra da Guido Guiducci e oggi ristorante affermato targato Michelin con più di 70 anni sul groppone, gestito dai nipoti di Guido, Gian Paolo e Gianluca Braschi

La massima espressione della grande cucina a base di pesce dell'Adriatico è incisa nel Lungomare Spadazzi n12, dove trovare parcheggio in Agosto è un'impresa tortuosa e asfissiante ma che verrà ripagata da un'esperienza intensa e provocante.

Il pesce nostrano viene promosso, cucinato e valorizzato nella maniera più appassionante, curata e talentuosa, un'altra grande prova di cosa può essere l'eccellenza del mare, un messaggio oramai chiaro, in chiave moderna, elegante e prediletta già afferrato durante l'esperienza ravvicinata e precedente tra le acque del canale di Cesenatico, alla Buca. 

Un locale moderno, pulito, minimale e intimo a contatto col mare, dove tra la degustazione a 80euro e il conto alla carta c'è un estrema sintonia. L'opportunità intelligente da sottolineare nasce dalla possibilità di poter creare una tipologia di degustazione a proprio piacimento, scegliendo 7 portate a 13 euro dal Menù.  Il servizio impostato, attento, preciso quasi robotico, rispetta il silenzio e rinforza il mestiere. 

La navigazione idilliaca parte con una delle bottiglie migliori provate da noi quest'anno (grazie a una cantina eccellente, ricca di gioie e competenza con 400 etichette, una trentina di bolle e un centinaio di distillati e liquori), un Kerner 2016 targato Pacherof. Dalla struttura seducente, morbida e disinvolta e dalla tenuta altisonante e sovrana. 

I primi assaggi sono raggi di estro, genialità e clamore. Il quadretto di conchiglie "Mare da bere" nasconde una pesca di molluschi e frutti di mare, addobbati con leggerissime pastelle ed erbe aromatiche. 

Scossa extrasensoriale indescrivibile quando riceviamo il cappuccino di seppia, (brodo di seppia tostata in tazzina ricoperto da uno strato di crema bianca di seppia bollita) da deglutire come se fosse un caffé. Consistenza, compostezza, gusto, un disegno archeologico nella memoria. 

Ostriche Belon du Belon, Gillardeau, Special Ancelin, Fine Binic Selvaggia per attraversare un'ondata di sapori sapidi, dolci, selvaggi e croccanti presenti sul menù, da cui è impossibile accantonare oramai celebri ovazioni quali la " Pizza ai Frutti di Mare", i "Pesci rossi crudi e funghi", il "Nasello Mantecato", lo "Spiedo Crudo", la "Seppia e Scquacquerone", la sfiziosissima "Cannocchia si ricorda il Gratin"  piuttosto che il "Riso in Bianco" in brodo di mare con ricci e polvere di spigola" o l'eccellente "spaghetto con le ostriche". La scelta è difficile, a maggior ragione dopo aver letto tante belle cose su questi piatti dalle vesti umili ma dai caratteri esplosivi. Un appunto da tramandare a tutti i clienti, da Guido potete e dovete scegliere, quello per cui ( probabilmente e di primo acchito ), nella stragrande maggioranza degli altri ristoranti non optereste mai.

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In aiuto il "cestino" del pane, freschissimo dove i grissini fremono per essere divorati grazie a una consistenza croccante e saporita indelebile. Croccantezze, morbidezza e superbe lievitazioni completano l'estasi.

 

Le mazzancolle sono un'altra prova di freschezza, vengono protette da una granella di tartufo nero delicatissima (forse troppo), cotte in infusione con legumi verdi e crema di pecorino.

Il calamaro fritto in padella con Scarola, profumo di limone e zenzero e aggiunta di Saba (sciroppo mosto d'uva) pietrifica tanti precedenti, oramai antagonisti di una frittura tanto delicata quanto raggiante, il bagno nel mosto d'uva è un connubio di immenso piacere da assaporare  e mantecare con cura e goduria.

Crudo e Bruciato l'altra portata. Un filetto di sgombro in cui a predominare è il rapporto tra la bruciatura della pelle e la squisita laccatura con la salsa di pesce in agrodolce. Tutti piatti caratterizzati da una giuntura estremamente sottile, equilibrata e delicatissima ma dall'essenza verace e squisita. 

 

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La carta dei dessert arriva sul finale. Vince la meravigliosa cheesecake, miscela di gusto, freschezza ed espressione preponderante, struttura magistrale. Oasi di caffé, profondità e goduria intensa del cioccolato su una difesa corallina della crumble, dall'altra parte. Deliziosa pasticceria sul finale. 

Il lungomare dell'Adriatico ha un polo accecante senza eguali nella zona, esperienza preziosa, Guido a Miramare di Rimini. 

 

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