La Storia di Bologna
La Storia di Bologna

Bitone

Bitone
FIPE

Telefono

051546110

Giorno di chiusura

Lunedì

Fascia di prezzo

€€€€ Per viziarsi

In cucina

Diego Favaro
Diego Favaro

Per saperne di più

Sito internet

www.ristorantebitone.it

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Divenne trattoria dal 1834, invertendo l’attualmente impensabile destinazione d’uso come stazione di sosta per i mercanti ed i carrettieri, in seguito grazie al background di Cesare Chiari, uno dei ristoranti più importanti della storia bolognese.
Ispirato alla forma di cuneo – bitta in bolognese, che ne caratterizza le geometrie dell’edificio, ancora oggi varcare la soglia di ingresso del Ristorante Il Bitone nella prima periferia cittadina, provoca un’immersione d’antan condita da emozioni d’altri tempi, laddove educazione, buone maniere e bon ton si riflettono a vicenda, tra il personale di sala ed il commensale.
Prima del suo ritiro, nel 2017, Chiari ha trapiantato delle radici molto solide : quelle di una carriera passata nelle cucine dei grandi alberghi, griffata dalla stella Michelin e da prestigiosi concorsi che lo hanno visto superare, con stoffa, i colleghi francesi a casa loro. E’ una cucina da sempre attenta al registro delle materie prime, soprattutto se si tratta di quelle di mare che hanno fin da sempre recitato un ruolo glorioso del menù, e dagli illustri ricettari internazionali che oramai quarant’anni fa hanno dialogato e contaminato i canoni della tradizione.
La squadra è affiatata : a servire con rara eleganza ed attenzioni i commensali, c’è il genero di Chiari, Pietro Merolla impegnato a curare nelle annate e nelle temperature di servizio un caveau di etichette classiche e blasonate. La nipote Edda dirige l’orchestra dell’adiacente bottega, inaugurata nel 2006 e fondamentale per garantire freschezza ed un autoproduzione in loco, servizio che l’affezionata clientela ha fin da subito sposato consolidandolo tra le proprie abitudini domestiche e quotidiane. In cucina ora, l’allievo di Chiari, Diego Favaro ne mantiene l’identità : il tortellino in goccia d’oro o in crema di parmigiano rimane il piatto più emblematico, seguono insalate, paste e pietanze arricchiti da funghi e tartufi di prima scelta durante le loro stagioni, la cotoletta alla bolognese non fritta, lo chateaubriand per due persone irrorato con la salsa bernese ed il rognoncino al brandy, concludendo un pasto arricchito da generose attenzioni, con un vistoso ed altrettanto luculliano, carrello dei dolci.

Il piatto dello chef

Tortellini goccia d’oro