Trattoria La Gatta
Fascia di prezzo
€€ ModeratoSala & Cucina
Per saperne di più
Sito internet
www.trattorialagatta.itIl tappezzamento di locandine cinematografiche da collezione, che dall’esterno, arreda e cattura l’occhio degli avventori anche all’interno, è un preambolo dell’originalità di questa insegna, che ha da poco festeggiato i trentanni dall’apertura in una delle prime e tranquille periferie bolognesi.
Gerardo e Gerardina, gestori e coppia anche nella vita, sono due personaggi caratteristici e singolari proprio come la loro trattoria. Potrebbero essere sorgente di ispirazione per molti registi e di qualche opera incorniciata sui poster, che non sono affatto l’unica fonte di intrattenimento qui alla Gatta.
Gerardo cura in maniera appassionata, competente ed antesignana una cantina votata ai vini naturali da ben prima che lo indicizzassero le mode. Essere accolti con quell’abbraccio e quell’affetto tipicamente meridionali e rimanere estasiati da tutte le etichette poderose e ricercate che per ogni portata, il titolare propone, valgono l’esperienza.
Gerardina cura ed importa una cucina “sua”, fin da sempre. Mai più di tre ingredienti, la semplicità così come i colori, ne tracciano il diktat. La tradizione cilentana e le sue influenze affiorano con tutte le periodicità ed i cambi di stagione che si riflettono soprattutto sui vegetali e sulle apprezzate zuppe o gazpachi.
Sopraelevata la proposta strutturata da tempo sulle marche di pasta, orgogliosamente proposte sugli scaffali, imperdibili le mozzarelle ma solamente quando il fornitore di fiducia le consegna. Il resto è un via e vai di ricettari domestici con aria di casa. Probabilmente non vi saranno i tecnicismi dello chef ma non si va incontro nemmeno a sbavature. La fattura della genovese ne è la più limpida e felice testimonianza, così come la proposta di pani (ben idratati e piacevolmente spugnosi) e l’infallibile montanarina fritta che assieme ai cubotti di frittatine di pasta portano retaggi di autenticità, dal Cilento. Ma è la genovese, iconica ricetta napoletana a base di cappello del prete – cipolla ramata dolcissima di Montoro, che con il timbrico collagene, lascia i commensali estasiati, proprio come le domeniche campane passate in famiglia a tavola.
Il piatto della chef
La Genovese