Fine Dining
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Ahimè

Ahimè
FIPE

Telefono

0514983400

Giorno di chiusura

Domenica

Fascia di prezzo

€€€ Un bel momento

In cucina

Lorenzo Vecchia
Lorenzo Vecchia

In sala

Gianmarco Martinelli
Gianmarco Martinelli

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Sito internet

www.ahime.it

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Un motto dinamico, festoso, fluido e conviviale. Un filo diretto quotidiano con l’orto di proprietà, adoperato per esprimere all’esterno, la caratura raggiante e freschissima del proprio patrimonio di vegetali esclusivamente per lo chef e proprietario Lorenzo Vecchia. Una delle aperture più dirompenti ed innovative per il panorama gastronomico bolognese si è rivelata in pochissimo tempo, quella più futuribile e di maggior successo. Il locale quasi sempre pienissimo con doppi turni, ha avvicinato chiunque : i giovani local, gli stranieri di ogni età – giù di testa – le tavolate conviviali di grandi produttori e chef oltre regione che qui accorrono appositamente. La soddisfazione duplice della Guida Michelin, che ritorna su Bologna con una stella verde e una bib gourmand, nel locale gastronomicamente contemporaneo e metropolitano a due passi dal Mercato delle Erbe.
Una risposta sfacciata al ritornello ,da quartiere, scettico sulle possibilità che questa città offre a chi investe su una proposta extra tradizionale. Il background dello staff parla chiaro, Vecchia oltre a mostrare un carisma disumano ed incisivo, si è fatto le ossa vere ai fianchi di Carlo Cracco, Lorenzo Cogo ed Antonia Klugmann prima di debuttare a Milano con il suo primo progetto in solitaria. Ai suoi lati, Gianmarco Martinelli, impeccabile in sala, proveniente dagli anni alla corte degli Alajmo, l’imprenditore Lorenzo Costa, Gianmarco Bucci e la sua cultura per vini naturali & caffé e quel Federico Orsi che da Pragatto offre ettari di coltivazioni e vigneti assecondando la vocazione della natura.
Ogni menù che si muove connettendo l’estro dello chef a ciò che l’orto propone, non annoia mai. Ci si getta in una degustazione (consigliata, a 65euro) aperta dal fenomenale pane a lievitazione naturale da irrorare con un burro alle erbe, sciamanico. In sequela, piatti espressi che sfoggiano terrosità ammaliante, provocando su commistioni e collisioni di rara personalità. Fendenti e contrasti che spronano acidità divergenti, acetiche, tempre erbacee e minerali a golosità mai ruffiane, evidenziate nella cottura e nella mantecatura delle paste, arrivando infine a succose e pregevoli cotture ancestrali per carni e pesci. Dessert che, radicalmente minimalisti, si rivelano struggenti. Cantina altrettanto dinamica come il menù, della medesima matrice etica non convenzionale.

Il piatto dello chef

Fusillone alla puttanesca

Il locale consiglia

Hotel Brun(hotel),Drogheria delle Api(bottega alimentare),La Ferramenta(abbigliamento),Galliera 49(gelateria)