Street Food
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Ciao Kebab

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Omar Shihadeh
Omar Shihadeh

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Al Salam, un’espressione associata al saluto in Medio Oriente, figurò come insegna colloquiale sotto ai portici nel 1991. Jamil fu il primo a portare la cucina medio orientale a Bologna, creando una trattoria di quartiere entrata nelle quotidianità dei bolognesi e rimanendo impresso per la sua socievolezza iconica. Dopo trent’anni, il figlio Omar in omaggio al papà, ne ha mantenuto le radici campaniliste e toponomastiche, rimodernandone il format e ponendo grande attenzione alla qualità trasmessa a 360°, sfatando tanti tabù commercialmente associati allo shawarma.  
Ciao Kebab rilegge i canoni del kebab ed in generale delle specialità culinarie di questo frangente orientale.  
I ricettari provengono direttamente da Gerusalemme e fungono da sorgente per le commistioni con materie prime fresche, cucinate ed assemblate per garantire riconoscibilità degli ingredienti e digeribilità a fine pasto. Dalla selezione attenta delle carni, alla marinatura speziata con rub autoctoni, fino alla cottura : lenta e uniforme per preservarne la succulenza. Se n’è accorto immediatamente e lo ha premiato il Gambero Rosso, che nel 2023 l’ha premiato inserendolo all’interno della top 10 dei migliori Street Food d’Italia. D’altronde le carni di vitello prodotte e lavorate appositamente in laboratorio, spiccano nell’iconico Gerusalem, ora proposto all’interno della pita con insalata araba e verde, cavolo viola sottaceto, salsa turca e salsa tahina fatte in casa; visto che da sempre tra queste mura sono bandite maionese e ketchup, che nulla hanno a che vedere con i parametri originali, ostruendo le calorie equilibrate nel pasto. Perfino l’hummus di ceci ed i falafel, perennemente croccanti all’esterno e ben umidi all’interno, a grande richiesta sono entrati all’interno della pita, attraverso composizioni appositamente proposte. 
Imperdibile peraltro il babaganush, crema di melanzane arrostite mescolate con tahina e aceto di mele, servita con insalata araba e ovviamente pita calda per l’irrinunciabile scarpetta; oltre alle Zaatine, patatine spesse fritte insaporite con lo zaatar. Anche il volto di Omar è iconico quanto quello di Jamil, lo trovate ospitale all’interno del locale e direttamente brandizzato sull’etichetta delle bevande.

Il piatto dello chef

Hummus in Palestina, con pita.

Il locale consiglia

Hotel Università(hotel),Scampo(pescheria),La Bottega del Formaggio(formaggeria)