Fine Dining
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I Carracci

I Carracci
FIPE

Fascia di prezzo

€€€€ Per viziarsi

In cucina

Agostino Schettino
Agostino Schettino

In sala

Oreste Piacentini
Oreste Piacentini

Per saperne di più

Dall’elegantissima hall hanno fatto la passerella alcune tra le più grandi celebrità internazionali e così continua ad essere. Il Grand Hotel Majestic già Baglioni oltre ad essere un riferimento nobile e rinomato per l’hotellerie bolognese è un patrimonio di arte e cultura. Dal piano nobile si ammira la Terrazza Torre che affaccia Palazzo Fava, attraversando le gallerie dell’hotel è custodita la sala del Camerino d’Europa laddove all’interno vi è la prima opera dei Carracci, un episodio delle Metamorfosi d’Ovidio. Alzando gli occhi la bellezza straordinaria degli affreschi cinquecenteschi, abbassando lo sguardo i meravigliosi pavimenti in marmo d’epoca. Dediche, testimonianze e memorie vengono riservate anche al fondatore del Futurismo, Filippo Tommaso Marinetti a cui è dedicato il café e l’Enoteca Morandi ispirata all’altrettanto celebre artista locale. Innumerevoli, sono gli aneddoti monumentali che il direttore Tiberio Biondi racchiude ed ha vissuto, potrebbero parlare perfino le suites presidenziali, dell’unico hotel 5 stelle L della città dotato di tutti i comfort più pregevoli ed area wellness. La cucina de I Carracci, ornamentata da un’immersione di affreschi completati da un allievo di Lorenzo Sabattini e dal Valesio, ha sposato l’intreccio mediterraneo di alta scuola, particolarmente fortunato e consolidato tra i gourmand del capoluogo emiliano. Un’incombenza non da poco per una brigata under 30 diretta da Agostino Schettino, poco più che trentenne, a cui tocca occuparsi di colazioni, menù legati alla tradizione e alla domenica petroniana, percorsi a degustazioni di più o meno portate, anche vegetariani. Il curriculum portentoso indica lo Schoneck, I Quattro Passi, President ed infine Iacobucci qui nelle terre felsinee. Dalla scelta Le Ispirazioni dello Chef, vi sono aneddoti e omaggi d’infanzia, liason tra le due Terre, quella d’origine e quella oramai d’adozione, ideologie concepite differentemente in base alla ricetta. Il velo di seppia con broccoli, arancia e caviale Asetra espande freschezza, leggiadria e setosità, all’ossimoro il Mangiafagioli, in omaggio ad Annibale Carracci, è una tagliatella con farina di fagioli borlotti, su crema di fagioli, cozze e plancton schiettamente confortevole, avvolgente e voluttuosa, di cui s’apprezza la qualità della sfoglia, alla masticazione. Inciso curioso sull’apparente latte in piedi bolognese, che altro non è che una pastiera di cuore campano con quenelle rinfrescante e crumble caramellata croccante. In sala gentilezza e brillantezza giovanile sono in grado di snodare anziché appesantire il contesto mettendo a proprio agio il commensale, anche di fronte ad una cantina ricca, curiosa ed intelligente 

Il piatto dello chef

Caruso : pastiera napoletana? No,latte in piedi bolognese.

Il locale consiglia

Zivieri (macelleria), Bottega Ranocchi (bottega alimentare)