I Carracci
Dove si trova
Via Manzoni, 240121 - Bologna
Telefono
051225445Fascia di prezzo
€€€€ Per viziarsiIn cucina
In sala
Per saperne di più
Sito internet
grandhotelmajestic.duetorrihotels.comDall’elegantissima hall hanno fatto la passerella alcune tra le più grandi celebrità internazionali e così continua ad essere. Il Grand Hotel Majestic già Baglioni oltre ad essere un riferimento nobile e rinomato per l’hotellerie bolognese è un patrimonio di arte e cultura. Dal piano nobile si ammira la Terrazza Torre che affaccia Palazzo Fava, attraversando le gallerie dell’hotel è custodita la sala del Camerino d’Europa laddove all’interno vi è la prima opera dei Carracci, un episodio delle Metamorfosi d’Ovidio. Alzando gli occhi la bellezza straordinaria degli affreschi cinquecenteschi, abbassando lo sguardo i meravigliosi pavimenti in marmo d’epoca. Dediche, testimonianze e memorie vengono riservate anche al fondatore del Futurismo, Filippo Tommaso Marinetti a cui è dedicato il café e l’Enoteca Morandi ispirata all’altrettanto celebre artista locale. Innumerevoli, sono gli aneddoti monumentali che il direttore Tiberio Biondi racchiude ed ha vissuto, potrebbero parlare perfino le suites presidenziali, dell’unico hotel 5 stelle L della città dotato di tutti i comfort più pregevoli ed area wellness. La cucina de I Carracci, ornamentata da un’immersione di affreschi completati da un allievo di Lorenzo Sabattini e dal Valesio, ha sposato l’intreccio mediterraneo di alta scuola, particolarmente fortunato e consolidato tra i gourmand del capoluogo emiliano. Un’incombenza non da poco per una brigata under 30 diretta da Agostino Schettino, poco più che trentenne, a cui tocca occuparsi di colazioni, menù legati alla tradizione e alla domenica petroniana, percorsi a degustazioni di più o meno portate, anche vegetariani. Il curriculum portentoso indica lo Schoneck, I Quattro Passi, President ed infine Iacobucci qui nelle terre felsinee. Dalla scelta Le Ispirazioni dello Chef, vi sono aneddoti e omaggi d’infanzia, liason tra le due Terre, quella d’origine e quella oramai d’adozione, ideologie concepite differentemente in base alla ricetta. Il velo di seppia con broccoli, arancia e caviale Asetra espande freschezza, leggiadria e setosità, all’ossimoro il Mangiafagioli, in omaggio ad Annibale Carracci, è una tagliatella con farina di fagioli borlotti, su crema di fagioli, cozze e plancton schiettamente confortevole, avvolgente e voluttuosa, di cui s’apprezza la qualità della sfoglia, alla masticazione. Inciso curioso sull’apparente latte in piedi bolognese, che altro non è che una pastiera di cuore campano con quenelle rinfrescante e crumble caramellata croccante. In sala gentilezza e brillantezza giovanile sono in grado di snodare anziché appesantire il contesto mettendo a proprio agio il commensale, anche di fronte ad una cantina ricca, curiosa ed intelligente.
Il piatto dello chef
Caruso : pastiera napoletana? No,latte in piedi bolognese.
Il locale consiglia
Zivieri (macelleria), Bottega Ranocchi (bottega alimentare)