Cucina Tradizionale
Cucina Tradizionale

Rifugio Fantorno

Rifugio Fantorno
FIPE

Telefono

05119580710

Giorno di chiusura

Mercoledì

Fascia di prezzo

€€ Moderato

Owner

Marco Marchioni
Marco Marchioni

Cucina & Sala

Filippo Marchioni, Lorenzo Pinardi
Filippo Marchioni, Lorenzo Pinardi

Per saperne di più

Sito internet

www.rifugiofantorno.it

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1036 metri sul livello del mare, un’oasi di natura vera e vivida, un panorama domato dai boschi e dalla frescura che caratterizza le stagioni ed allieta i passanti. Da quando nell’era pandemica, Marco Marchioni si è aggiudicato il bando, ogni anno i progressi di questa struttura, sono meravigliosi. La visione a lungo termine ha dato in pochissimo tempo, i frutti concreti e continua a progredire. L’idea di rigenerare l’idea di rifugio di montagna ai giorni nostri, curando tutti gli aspetti ed i servizi legati all’hospitality, fungendo da crocevia e perno di passaggio per il territorio, ha generato numeri importanti, si è identificato in un epicentro di attenzione, aggregazione e mobilità. Per gli amanti del trekking, dell’e-bike, della natura e per i buongustai. Un ciclo di attività ed eventi brillanti interconnessi con il territorio e con gli attinenti sentieri e tratti ripristinati, che sfociano tra : visite guidate, appuntamenti con l’astrologo, raduni ciclistici, importanti festival enogastronomici, attività sportive e didattiche. La struttura ininterrottamente offre un servizio di ospitalità quasi h24, servendo le golosissime creazioni dolciarie fatte in casa dalla cucina, come prima colazione per chi pernotta nelle camere rustico moderne appena restaurate o per chi è di passaggio e ha bisogno di rifocillarsi con una grandiosa merenda. Vale eccome la pena giungere appositamente dalle città limitrofe per assaporare una cucina segnalata dalla guida Osterie d’Italia Slow Food e condotta da un team di giovani appassionati, uniti e brillanti. In estate, trovando un rifugio dall’afa e godendo di un panorama bucolico e di uno scenario autentico di montagna o in inverno, in un ambiente caloroso e conviviale (impreziosito da polenta, bombardini e infusi al whisky). Gli artigiani locali sono i protagonisti sinceri e fedeli di un menù frequentemente rinnovato che continua a ricercare micro fornitori, migliorare sulle tecniche di cottura ed offrire un grande coordinamento in sala, anche al cospetto di numeri importanti. Su tutte, le crescentine sono formidabili e si etichettano ai massimi vertici del contesto gastronomico metropolitano. Persistenza soffice al morso, digeribilità, ottenuta dalle farine locali macinate a pietra, e grande fragranza : si accompagnano con salumi selezionati, formaggi locali, sottaceti, verdure grigliate del giorno e un friggione d’altrettanta leggerezza e qualità. Si apprezza la freschezza delle paste fatte in casa condite o mantecate con ingredienti stagionali tra ricette tradizionali ed equilibrata fantasia. Tra i secondi, il suggerimento è di mirare dritto ai piatti di selva e cacciagione arricchiti da coulis ai frutti russi che creano un tipico corredo emotivo, alpino. Certo, lo storytelling sui boschi ha ancora un potenziale inespresso che in tutte le sue sfaccettature, sarebbe interessante da esplorare in un dialogo ancor più approfondito tra cucina e commensale. Oltre alla mano fresca e felice sui dessert, eseguiti direttamente dallo chef Teo Filippo Marchioni (il mascarpone è memorabile) cresciuto con Alberto Faccani al Magnolia, vi è un comparto enologico di tutto rispetto e coerenza : il bravissimo Lorenzo Pinardi, con professionalità ed entusiasmo segue un piccolo elenco di petit vigneron e birrai artigianali, che unicamente ad amari e distillati, regalano un momento di rilassamento salubre ed ideale per ogni momento della giornata.

Il piatto dello chef

Crescentine

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