La Storia di Bologna
La Storia di Bologna

Ristorante Diana

Ristorante Diana
FIPE

Telefono

051231302

Giorno di chiusura

Lunedì

Fascia di prezzo

€€€ Un bel momento

In cucina

Omar Orsi
Omar Orsi

In sala

Simone Gandolfi
Simone Gandolfi

Per saperne di più

Sito internet

www.ristorante-diana.it

Instagram

Vedi profilo

“Excuse me, do you know where is Diana?” Nell’arco di questi anni passeggiando tra le strade del centro storico i turisti stranieri, mi hanno fermato per chiedermi più informazioni sul ristorante di via Volturno, rispetto a Piazza Maggiore. Il Ristorante Diana è un monumento della città ed è paragonabile ai grandi emblemi del culto petroniano. Nel lunghissimo corso, al centro di questi tavoli ci sono stati scontri e trattative politiche che probabilmente hanno deciso le sorti della città, diatribe sulla nostra cucina, incontri a sorpresa di grandi celebrità internazionali in incognito, feste da mille e una notte. Ne ha viste tante forse troppe Eros Palmirani che per una vita in giacca e cravatta ha avuto la stoffa di mantenere sempre elevata l’espressione della cucina ed un servizio impeccabile. Tra le stufe si sono susseguiti quelli che oggi sono i cuochi più affermati in città e non solo. Nemmeno la chiusura dell’ingresso da via dell’Indipendenza e la conseguente riduzione in termini di coperti hanno frenato l’entusiasmo della proprietà. Da un lato c’è sempre stata una fetta opulenta della clientela che per una vita ha festeggiato natali e compleanni accomodandosi sotto le lunghe tovaglie bianche che ornamentano i tavoli. Dall’altra, la sponda più bigotta e criticona che etichettava il Diana come un locale in cui si spendeva una follia e non si mangiava più come una volta. Sciocchezze, molto spesso il pregiudizio che alleggia tra le mura di questa città è infondato. Stefano Tedeschi decise, non solo di prendersi sulle spalle un macigno come la Fortitudo Pallacanestro ma di dirigere il locale dopo il pensionamento del tandem storico composto da Palmirani e dal suocero Ivo Galletti. Lo ha fatto con una signorilità ed un savoir faire unici, superando anche la terribile fase pandemica. Mentre nel resto della città lo scontrino medio impazziva, il Diana si parametrava ad un locale dove si spendeva come in molte trattorie, mangiando meglio ed essendo serviti in maniera ancor più lodevole. Tortellini in brodo, il carrello dei bolliti, la cotoletta alla bolognese, il goloso gelato alla crema mantenevano il look di un tempo con una saporosità accentuata, senza polveri nostalgiche. Oggi l’avviamento di una nuova avventura targata Roberto Bugamelli e Marco Menzani , già iperattivi in città con numerosi locali legati alla tradizione. Non sono mancate le critiche ancor prima che aprissero le serrande, nonostante il messaggio è stato chiaro anzitempo : la cucina ed il suo menù non verranno sfiorati e la produzione artigianale di paste e dessert verrà eseguita in loco. La storia, prosegue.

Il piatto dello chef

Carrello dei bolliti