La Storia di Bologna
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Rodrigo

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Filippo Simonetta
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Davide Paolillo
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Bisogna festeggiare, andiamo da Rodrigo! Un’esclamazione che è entrata nello slang di molte generazioni bolognesi. Il ristorante di via della Zecca dal dopoguerra ad oggi è sinonimo di lusso e raffinatezza. Lo è stato anche quando a cavallo tra gli anni ‘70 e ‘80 molti ispettori della guida michelin uscivano dai tavoli di Enzo Venturi riconfermando la stella. L’assegnazione della guida rossa non c’é più già da diverso tempo ma non per questo notai, avvocati, politici, vip e autorità hanno abbandonato le abitudini di una tavola sinonimo di alta qualità ed esclusività. Durante la pandemia, lo storico cuoco e poi titolare ha ceduto il testimone a Roberto Capua, sotto la gestione di Davide Paolillo, manager rientrato sotto le Due Torri da Venezia. Una rinfrescata alla cucina, soprattutto in termini di cotture e di indicizzazione dei piatti ma l’identità è rimasta la stessa, seppur contestualizzata in maniera differente. Se un tempo ostriche, aragoste, caviale, salmoni pregiati , tartufi e filetti prelibati potevano appartenere solamente ad un certo tipo di clientela, oggi l’offerta si accavalla pienamente a molteplici ristoranti del centro storico. L’identikit anni ‘80 attenzionato ai giorni nostri, rimane inconfutabile e prende nuove traiettorie : Rodrigo è diventato anche un brand approdando a Milano con cocktail bar, bistrot dedicato alle crudità e gastronomico.